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Calchi d'arte secondo tradizione

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Milano

Descrizione:

La gipsoteca Fumagalli & Dossi ha una storia antica e illustre. Nel 1927, alla chiusura della famosa gipsoteca Vallardi, due formatori milanesi, Gariboldi e Bertolazzi, già dipendenti della ditta, acquisiscono parte della vasta collezione di calchi, costituendo così una propria gipsoteca. Da allora la bottega di viale Montello 4 a Milano ha attraversato il secolo, passando dai due fondatori ai rispettivi figli e quindi agli allievi di questi cresciuti in bottega, Agostino Fumagalli e Mario Dossi. I due soci vengono successivamente affiancati da Roberto Fumagalli.

Oggi Fumagalli & Dossi fornisce calchi in gesso per le scuole a indirizzo artistico su tutto il territorio nazionale e nei suoi laboratori di Milano e Mezzago si eseguono, oltre alla modellatura e alla formatura, anche la finitura dei calchi, i calchi sul vero e il restauro. Il laboratorio è specializzato inoltre nella relizzazione di fregi ed elementi decorativi.

Photo credit: Dario Garofalo

materiali: gesso

Indirizzo

  • Mappa Artigiano

Contatti

  • Viale Montello 4, Milano, MI
  • : +39 02 341028
  • : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Orari:
    8:00 - 12:00
    14:00 - 18:00
  • Chiusura: sabato, domenica
  • Su appuntamento:
  • Servizi al pubblico:
  • Firenze, città delle arti e del saper fare. Firenze città del profumo. Una storia che ha origine nel periodo aureo del Rinascimento e che ancora oggi grazie alla presenza di botteghe e nasi blasonati è ricca di novità riconosciute e apprezzate in tutto il mondo.
    Una dedizione quella di Firenze alla profumeria artistica che in anni recenti ha visto crescere una importante fiera di settore dedicata, ‘Fragranze’, portata avanti con successo di partecipazione e buyer da Pitti Immagine. Nel percorso di oltre cinquecento anni ne è stata fatta di strada. Dalla comparsa del “Nuovo Ricettario Fiorentino" messo a punto dal Collegio dell'Arte dei Medici nel 1498 per fissare le regole a cui tutti gli speziali dovevano attenersi per la composizione dei loro composti,  alla cura delle scienze botaniche che tanto appassionò la famiglia dei Medici.

    Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella deve la sua creazione ai frati domenicani che si stabilirono a Firenze nel XIII secolo. Oggi se ne ammira tutta la storia negli arredi, negli strumenti e nelle decorazioni. Se la sua fama si lega al tipico liquore rosso Alchermes ottenuto dalla cocciniglia essiccata, oppure alla Polvere per imbiancare le carni (tipica degli anni 20 del ‘900) negli imponenti locali di via della Scala si apprezzano gli intensi profumi e i pout-pourri, insieme ad aromi insoliti e pungenti. Un successo dovuto anche al piglio imprenditoriale del patron Eugenio Alphandery che ha fortemente creduto nel valore di una produzione tutta made in Florence. «Le erbe officinali, la lavanda e le rose arrivano dal nostro giardino di Villa La Petraia», spiega, «come le candele dalla cereria interna». In tempi recenti  per celebrare importanti anniversari si sono create profumazioni come l'Acqua di Colonia Cinquanta per festeggiare il 50° anniversario di gemellaggio tra Firenze e Kyoto. Un bouquet floreale dove le note di testa di gardenia, fiori d’arancio e fiori di tiaré, s’intrecciano con legni dolci e the verde nella ricchezza del cashmere. Una nota muschiata ed ambrata introduce il fondo di legni preziosi. Oppure Lana, Acqua di Colonia ad edizione limitata, morbida, calda e dolce nell’aria come la sensazione che si prova ad affondare la mano nella lana. «In occasione della mostra Amore e Psiche nel 2012 a Palazzo Marino a Milano abbiamo realizzato la fragranza per l'ambiente per rievocare l’odore fresco del giardino, quello legnoso del sottobosco e quello freddo del marmo, mentre lo scorso luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma per il progetto “Caravaggio Experience” è andata in scena la fragranza ‘Maledetto’».
  • Il percorso artistico di Tarshito da anni rappresenta l’anello di congiunzione tra la nostra cultura artistica e artigianale e quella orientale. La sua pratica progettuale, carica di riferimenti mistici e spirituali, trova nella cultura del fare indiana la sua più intensa rappresentazione e formalizzazione.

    Tutti conoscono la sua coerenza e il suo amore per i materiali e la cultura mediterranea; qual è la sua posizione di progettista nei confronti del mondo del design e dell’arte applicata?
    Non si tratta di posizioni, magari contrapposte, ma entrambi questi elementi che si fondono nel mio approccio, nella mia sensibilità dell’operare. Io, in effetti, mi sento «una congiunzione» fra le varie culture. Sono nato in una zona occidentale del mondo ma ho avuto l’opportunità, anzi, sto avendo l’opportunità di frequentare molti altri luoghi del pianeta Terra e in particolar modo l’India, un luogo dalle profonde radici culturali. Sto studiando un po’ le Sacre scritture, i Veda di 4mila anni fa donati proprio all’India. Questo mio muovermi tra due posti del mondo apparentemente così diversi, apparentemente così antitetici, frequentando la cultura artistica e artigianale dei due luoghi, l’India e la laboriosa Puglia, nel sud dell’Italia, mi sta facendo vedere in maniera abbastanza chiara e forte l’unità fra questi opposti; sto piano piano sentendo «l’Uno», fra l’East e il West. Più viaggi compio, più gente conosco della Puglia (con cui mi relaziono per realizzare ceramiche dorate, grande tradizione dell’Italia), in particolare del sud della Puglia, o più conosco persone tribali dell’India, che usano dipingere le proprie case, le proprie capanne di terra cruda, che dipingono per ringraziare il divino, affinché il raccolto possa andare bene, affinché un matrimonio possa andare bene... e più riscopro piccole ritualità un po’ dimenticate. Le riscopro soprattutto in questo luogo del mondo da cui vi sto parlando, l’Italia, di cui indago i riti di fondazione. Da architetto mi capita spesso di parlare con qualche anziano muratore di piccoli danari donati alla madre terra o di altri doni da fare, per cui attraverso le ritualità, attraverso il «vecchio sapere», il saper fare, delle mani, a volte italiane, a volte indiane, a volte albanesi con cui ho la fortuna e la gioia di poter collaborare. Ecco, attraverso questa magica area che è il simbolismo, che è la ritualità che va al di là della cultura specifica orientale o occidentale, ecco, attraverso questa area io, man mano nel tempo, ho cominciato a vedere unite queste due parti fino a farne una sola, per cui ciò che io sento non è più una cultura mediterranea o una cultura orientale: è semplicemente cultura. E se prima ho parlato di radici, di ritualità, di simboli, quel che voglio significare è proprio la visualizzazione della radice, di una forma che sto realizzando o che sta realizzando un artista o un artigiano indiano piuttosto che pugliese. Se, attraverso questa forma, il suo simbolo mi porta a un concetto, c’è una forza altrettanto grande che invece mi riporta verso il Trascendente. Per cui, attraverso il simbolo, ciò che è più importante è proprio questa grande profondità che mi permette di entrare nella concettualità. Questo agire mi conduce inevitabilmente all’essenza del progetto, a questa forma di consapevolezza; questo tentativo di avvicinarsi all’essenza è un mezzo per onorare, per offrire lo stesso progetto al Trascendente. Per cui la mia posizione di progettista nei confronti della creatività è un cammino, è un viaggio.
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QUALITÀ ARTIGIANALE

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COMPETENZA E PROFESSIONALITÀ

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ORIGINALITÀ

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ATMOSFERA E AMBIENTE

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SERVIZIO E CORTESIA

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RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO

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Gessi meravigliosi
Un’atmosfera magica, sospesa nel tempo e nello spazio: è la sensazione che si prova affacciandosi alla gipsoteca Fumagalli e Dossi dove vengono realizzati meravigliosi calchi in gesso dall’epoca greca all’Ottocento. Complici il leggero pulviscolo della lavorazione e le patine messe a punto da Mario Dossi e Roberto Fumagalli. Sensazionali le teste del Canova, i cavalli del fregio del Partenone, il David di Michelangelo.
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Stefania Montani
2016-01-20T22:00
AvatarArmando Torri

Tutto in un UNICO luogo

Febbraio 2017

Nonostante la noiosa e continua apertura di locali commerciali dedicati al food e a prodotti di basso livello resiste in un suggestivo cortile della vecchia Milano un laboratorio/bottega di alto livello, un luogo dove il tempo ha arrestato la sua corsa frenetica all'innovazione per regalarci uno scorcio su un mondo e una cultura secolare che purtroppo stiamo perdendo, l'artigianato. Consiglio a tutti una visita a questa bottega "magica" dove potrete ritrovare le riproduzioni perfette dei più importanti capolavori scultorei dell'arte, dalla Grecia antica al neoclassicismo canoviano. Potrete vedere Atena che dialoga serenamente con Lorenzo de Medici, Menelao che fa la corte a Paolina Borghese, verrete rapiti da questi cortocircuiti della storia ma sopratutto verrete incantati dai racconti del "padre" di queste opere, lo vedrete lavorare i calchi sotto i vostri occhi, vi spieghera' tutto l'antico processo di realizzazione che necessita un calco e vi regalerà un incredibile esperienza, non virtuale, nella storia del nostro artigianato. Andate tutti a far visita a questa bottega storica, e a tutte le botteghe storiche, di uscire dai soliti circuiti di musei, mostre e performance per dedicare un pó di tempo a coloro che mantengono viva la tradizione e la cultura della nostra città e del nostro paese.
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Armando Torri
2017-02-24T12:17
AvatarMarica Magni

Milano

Portarsi a casa un pezzo di antichità? Qui si può.

Luglio 2017

A pochi passi dalle nuove architetture di Porta Nuova, nel cortile di una vecchia casa di ringhiera ancora sorprendentemente intatta, si può sperimentare l'incontro ravvicinato con la bellezza antica: la Nike di Samotracia, il torso del Laocoonte, la testa del David di Michelangelo e decine e decine di altre statue, busti, fregi, rilievi sapientemente riprodotti in gesso. Tra tante meraviglie è difficile scegliere quale potarsi a casa, per dare un tocco di eleganza intellettuale a un angolo del soggiorno o del terrazzo... Un luogo di grande suggestione, dove si torna indietro nel tempo, ascoltando le parole e osservando i gesti silenziosi e sapienti del formatore titolare del laboratorio.
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Marica Magni
2017-07-21T15:15
Gipsoteca Fumagalli e Dossi
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