Cerca:
Cerca solo:
Totale: 9 risultati.

Moleria Locchi

Via burchiello, 10 Firenze - Firenze
La Moleria Locchi di Firenze restaura e lavora oggetti in cristallo dalla fine del XIX secolo. Il lavoro viene svolto con antiche mole, grazie a tecniche tradizionali continuamente affinate da un'attenta ricerca. La produzione è personalizzabile con incisioni su misura e comprende servizi di bicchieri, oggetti per la decorazione di interni e una raccolta unica di articoli da collezione, come boccette da profumo, bottiglie modello russo, il famoso vaso Medici e la copia di una coppia nuziale ottocentesca. Antiquari, designer e appassionati si recano nel laboratorio per riportare alle condizioni originali oggetti di qualsiasi periodo e stile, talvolta affidandosi all'eccellente esperienza di questi artigiani per la ricostruzione totale delle opere più delicate. L'azienda ha clienti in tutto il mondo: dalla Francia agli Stati Uniti, fino al Giappone.  ...

leggi

Aprosio & Co.

Via del Moro, 75 Firenze - Firenze
Dalla creatività di Ornella Aprosio, nel 1993 apre a Firenze il laboratorio Aprosio & Co., specializzato nella creazione di luminosi gioielli in perline di vetro di Murano e cristalli di Boemia. Collane, bracciali, orecchini, spille e borsette evocano nel negozio di Via del Moro un'atmosfera di sfavillante bellezza, ispirata al mondo della natura ed espressione di una femminilità senza tempo. Oltre agli ornamenti e agli accessori moda, il laboratorio produce anche un'esclusiva linea di manufatti per la decorazione di interni, come tende impreziosite da perline, cuscini e finissimi scialli tessuti con cachemire e cristallo. Le collezioni Aprosio & Co. sono presentate ogni anno in anteprima a Parigi.  ...

leggi

Il Bronzetto

Via Romana 151 r Firenze - Firenze
Il Bronzetto è una bottega artigiana, situata nel cuore di Firenze, attiva dal 1963 nella lavorazione del bronzo, dell'ottone e del rame. Le splendide creazioni sono realizzate su ordinazione o su disegno dei clienti, impiegando tecniche tradizionali con grande perizia. Oltre alle leghe di rame, i prodotti sono impreziositi dall'uso di marmi pregiati e cristalli e dall'applicazione di finiture quali la doratura, la brunitura e la cromatura. Lampade, accessori per il bagno, tavoli, maniglie e lampadari sono venduti in tutto il mondo e molto richiesti per l'arredo di spazi alberghieri, per la loro qualità e per il design classico. Oltre alla produzione, Il Bronzetto si occupa anche di restauro di oggetti antichi, come candelabri settecenteschi e lampade da tavolo in cristallo.  ...

leggi

Peppino Campanella

via Conversano, 9 Bari - Bari
Nato nel magnifico borgo marittimo di Polignano a Mare, in provincia di Bari, Peppino Campanella si trasferisce a Firenze dove si laurea in Architettura nel 1988. Tornato al suo paese d'origine, inizia quasi per gioco a realizzare lampade assemblando pietre, conchiglie, metalli e frammenti di vetro. Quest'ultimo materiale ispira particolarmente la sua creatività, portandolo a sperimentare e a ricercare effetti luminescenti di forte impatto visivo. Le sue lampade, infatti, non sono fatte per illuminare ma per decorare e creare atmosfera, evocando attraverso il vetro i colori del mare, del cielo, dell'aurora e del tramonto. Nel suo laboratorio di Polignano affacciato sul mare, oltre alle sue creazioni, espone opere e complementi d'arredo di altri artisti, trasformando lo spazio produttivo in una vera e propria wunderkammer. Lontano dalla critica e dal mercato dell’arte, Peppino Campanella deve la sua fama unicamente alla passione per il proprio lavoro e a una tenace autopromozione. Le sue lampade hanno fatto il giro del mondo, sono esposte presso le mostre più esclusive e sono apparse in numerose opere teatrali e film italiani.

leggi

Chic Ad Hoc

Via Vincenzo Monti, 47 Milano - Milano
Con la nascita del negozio Al Gingillo negli anni Trenta le sorelle Chiara e Mariella Naddei contribuirono alla diffusione a Milano e in tutta Italia della cosiddetta 'gioielleria di scena', la moda parigina del bijoux. Ancora oggi questa fucina di idee e saper fare al femminile realizza una gran varietà di forme, dai gioielli ispirati a modelli vintage alle nuove fantasie, spesso disegnate insieme ai clienti. Dall'esperienza di più di 80 anni di fantasia e grazie al contributo di Gloria, figlia di Chiara, nasce nel 2014 Chic Ad Hoc, una boutique integrata online e offline capace di offrire una selezione unica al mondo di gioielli in argento dal design esclusivo. Photo credit: Dario Garofalo

leggi

Cristalleria Ceramica Artigiana

Campiglia Colle di Val d'Elsa - Siena
La formazione di Francesco Aiazzi è tipicamente artigianale: a dieci anni viene iniziato alla lavorazione del vetro dal padre Carlo, apprezzato maestro vetraio, e all’età di quindici anni diventa allievo dello scultore fiorentino Aldo Ciolli, artista di fama internazionale. Impara a modellare con la ceramica e contemporaneamente continua a dedicarsi con passione alla lavorazione del vetro. Sotto la guida di grandi maestri vetrai quali Bormioli e Signoretto, acquisisce le competenze necessarie per poter eseguire tutte le diverse fasi della produzione vetraria. Lavora spesso come libero professionista in diverse vetrerie e collabora con l'Università di Pisa, l'Istituto Italiano di Cultura di Grenoble in Francia, il Museo del Vetro di Piegaro (Perugia), il Museo di Altare (Savona) e l'Istituto d'Arte di Pisa. Nel 1991 fonda con la sorella Marta la C.C.A. - Cristalleria Ceramica Artigiana. La sua attività si svolge nel laboratorio di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, nel quale ogni produzione segue i dettami della tradizione artistica della lavorazione artigianale del vetro, del cristallo e della ceramica. La lavorazione del vetro viene effettuata grazie a degli stampi o artisticamente mediante la soffiatura, dando forma a vere e proprie sculture. I prodotti di Francesco Aiazzi sono realizzati ad arte e con passione, per il piacere di dare emozioni a chi vi si avvicina. Un artigiano che ha fatto della sua semplicità una dote inestimabile. Queste qualità lo hanno portato nel giugno del 2016 a ricevere il riconoscimento di Maestro d'Arte e Mestiere da parte della Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte.  ...

leggi

Re Ottavio

Via Bagutta, 1 Milano - Milano
Nel piccolo showroom di via Bagutta 1 a Milano, nel quadrilatero della moda, si svolge un'attività artigianale rara in tutto il mondo: innumerevoli modelli di cinture e bottoni vengono confezionati rigorosamente a mano nell'attiguo laboratorio. Alle pareti sono appesi centinaia di modelli di cinture in pelle, in metallo, con cristalli, strass e pietre varie. Sorprendente è la collezione di bottoni di tutte le forme e materiali archiviati in miriadi di cassetti: da quelli semplici, in galalite, che possono essere tinti nelle sfumature desiderate, a quelli in ottone, dorato e argentato, arricchiti di perle o di smalti oppure quelli realizzati con infinita pazienza con minuscole perline di cristalli colorati. I bijoux creati sono estrosi e colorati, donano un tocco di originalità al guardaroba. Facilmente indossabili e abbinabili, sono l´accessorio che ravviva e personalizza lo stile di ogni donna. Sono interamente realizzati a mano, con materiali accuratamente scelti e suggeriti dalla passione e dalla creatività di questi artigiani: galalite, nastri, catene, lana, vetro, legno, stoffa, resine, perle, pietre dure e strass.

leggi

Anche l’artigiano deve parlare con le mani

Una volta avvenne che Annibale Carracci, mentre il fratello Agostino era impegnato in una dotta dissertazione sul Laocoonte e sulle virtù mirabili dell’arte degli antichi, si mise a disegnare su un muro il famoso gruppo scultoreo. Interrogato sul perché di questo suo gesto egli rispose: «Noi altri dipintori habbiamo da parlare con le mani». L’aneddoto è celebre e quanto mai pertinente per ragionare, oggi, su quanto l’artifex bonus, l’artefice che sa attraverso il proprio stesso fare, sia figura radicatissima nella nostra tradizione artistica, e a un tempo quanto possa essere nuovamente attuale. Parlare con le mani è quanto fanno non solo i «dipintori», ma tutti coloro che le tecniche delle arti rendono partecipi, in gradazione d’importanza e responsabilità, ma in pari necessità, del processo fervido e a tratti sapienziale del fare. Era così nella bottega rinascimentale nella quale, contrariamente all’opinione corrente, non si producevano solo capolavori, ma in unico processo le opere di gran committenza e quelle che oggi chiameremmo arti applicate: presso Bernardo di Stefano Rosselli, tra fine ’400 e inizio ’500, per esempio, a fianco di pale d’altare e tavole dipinte sappiamo che si fabbricavano anche pitture su carta e pergamena, ceri ornati, gessi colorati, stemmi, decorazioni per travi, cornici, letti, mobili, gabbie per pappagalli, tessuti dipinti, insegne di botteghe e alberghi, specchi, targhe, panieri. Giovanni Paolo Lomazzo, pittore e teorico, nel tardo ’500 parla degli artefici, di «alcuni moderni eccellenti nelle arti loro» che sono, oltre a pittori, scultori, architetti, «matematici, intagliatori di stampa e di arte così in legno come in rame e ferro, orefici, cuniatori di medaglie, tornitori d’ovati, statuari, machinatori, ricamatori e ricamatrici, plastificatori, miniatori, maestri di lima, inventori del dar il lustro al ferro, intagliatori di basso rilievo nel ferro, periti nell’arte della gemina, intagliatori ne’ camei e nel cristallo, orologieri, scalpellini, inventori di organi idraulici, prospettivi, amolatori di piastre, gittatori, stuccatori e arazzieri». Erano questi uomini d’arte, tutti coloro che condividevano un sapere, un saper fare, un gusto. Quando i lavori condotti «industriosamente dalla dotta mano», così il Vasari, dei grandi artisti saranno valutati diversamente dalle prove degli altri uomini d’arte, accadrà non solo che, come lamenta nel ’700 Jean-Baptiste abbé du Bos, «il desiderio di essere reputato un genio universale degrada molti artigiani», ma anche che si perda di vista il fatto naturale che il carisma dell’artista sia solo un’eccellenza intellettuale rispetto alla solida, conosciuta, condivisa, sapienza comune; che l’ingenium non possa non rilevare laddove non sia ars. L’Italia è il luogo per eccellenza in cui non solo ciò è stato, ma ancora è, in ragione della continuità senza soluzioni e della solidità dell’area creativa e fabrile circostante l’arte «pura» che, secondo le parole dello storico dell’economia Enrico Stumpo, «ha permesso probabilmente di integrare l’economia manifatturiera di centri famosi come Firenze, Venezia, Genova, Roma o Milano, con una produzione diversificata di oggetti non solo artistici ma sicuramente di lusso, armi, gioielli, argenterie, libri, strumenti musicali, addobbi, mobili, ceramiche e maioliche, quadri, statue, stucchi, monete, medaglie, stampe, incisioni, specchi, lampadari». È un ambito che dal ’400 si inoltra pienamente nel ’900 e giunge ai giorni nostri, a una «economia dello sfarzo» e a un lusso dell’intelligenza che chiamiamo design e alta moda, e in generale made in Italy; un sapere che, attraverso fortune, non promette d’essere tanto modernamente antico, quanto anticamente moderno. Nel ’700 Mary Wortley Montagu scriveva: «Più percorro l’Italia e più mi convinco che gli Italiani sono dotati in tutto e per tutto – mi si passi l’espressione – di uno stile che li distingue in maniera quasi determinante dagli altri popoli europei. Non saprei dire da dove abbiano saputo trarlo, se dal genio naturale o dall’imitazione degli antichi, o per semplice ereditarietà. Che esso esista è fuori di dubbio».  ...

leggi

Pellini

via Morigi 9 Milano - Milano
Seguendo la tradizione della nonna Emma Caimi Pellini che nell’immediato dopoguerra disegnava bijoux per l'alta moda francese e italiana, oggi Donatella Pellini crea e reinterpreta questa arte preziosa con una visione contemporanea. La sede storica dell'atelier è a Palazzo Belgiojoso, in via Morigi, ma è nel laboratorio in via Giannone che le creazioni prendono vita con la sperimentazione di accostamenti innovativi. Tra i metalli preferiti il rame, l'ottone, l'argento, impreziositi con cristalli, ametiste, giade, resine che riproducono con raffinato gusto cromatico i colori dei coralli, delle pietre dure e preziose. Photo credit: Dario Garofalo

leggi