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Questione di naso

Firenze, città delle arti e del saper fare. Firenze città del profumo. Una storia che ha origine nel periodo aureo del Rinascimento e che ancora oggi grazie alla presenza di botteghe e nasi blasonati è ricca di novità riconosciute e apprezzate in tutto il mondo. Una dedizione quella di Firenze alla profumeria artistica che in anni recenti ha visto crescere una importante fiera di settore dedicata, ‘Fragranze’, portata avanti con successo di partecipazione e buyer da Pitti Immagine. Nel percorso di oltre cinquecento anni ne è stata fatta di strada. Dalla comparsa del “Nuovo Ricettario Fiorentino" messo a punto dal Collegio dell'Arte dei Medici nel 1498 per fissare le regole a cui tutti gli speziali dovevano attenersi per la composizione dei loro composti,  alla cura delle scienze botaniche che tanto appassionò la famiglia dei Medici. Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella deve la sua creazione ai frati domenicani che si stabilirono a Firenze nel XIII secolo. Oggi se ne ammira tutta la storia negli arredi, negli strumenti e nelle decorazioni. Se la sua fama si lega al tipico liquore rosso Alchermes ottenuto dalla cocciniglia essiccata, oppure alla Polvere per imbiancare le carni (tipica degli anni 20 del ‘900) negli imponenti locali di via della Scala si apprezzano gli intensi profumi e i pout-pourri, insieme ad aromi insoliti e pungenti. Un successo dovuto anche al piglio imprenditoriale del patron Eugenio Alphandery che ha fortemente creduto nel valore di una produzione tutta made in Florence. «Le erbe officinali, la lavanda e le rose arrivano dal nostro giardino di Villa La Petraia», spiega, «come le candele dalla cereria interna». In tempi recenti  per celebrare importanti anniversari si sono create profumazioni come l'Acqua di Colonia Cinquanta per festeggiare il 50° anniversario di gemellaggio tra Firenze e Kyoto. Un bouquet floreale dove le note di testa di gardenia, fiori d’arancio e fiori di tiaré, s’intrecciano con legni dolci e the verde nella ricchezza del cashmere. Una nota muschiata ed ambrata introduce il fondo di legni preziosi. Oppure Lana, Acqua di Colonia ad edizione limitata, morbida, calda e dolce nell’aria come la sensazione che si prova ad affondare la mano nella lana. «In occasione della mostra Amore e Psiche nel 2012 a Palazzo Marino a Milano abbiamo realizzato la fragranza per l'ambiente per rievocare l’odore fresco del giardino, quello legnoso del sottobosco e quello freddo del marmo, mentre lo scorso luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma per il progetto “Caravaggio Experience” è andata in scena la fragranza ‘Maledetto’». ...

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BB Mosaici

Via Balme, 32/b Torino - Torino
Giada Salice ha studiato l'arte del mosaico presso la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, in provincia di Pordenone, e nel 2015 ha aperto la sua bottega BB Mosaici a Torino. Nel suo lavoro pone grande attenzione alla scelta dei materiali e delle tecniche da impiegare per ottenere il miglior risultato e segue il cliente in ogni fase della creazione. La sua produzione include opere d'arte, decorazione di complementi di arredo e mobili, opere tridimensionali e perfino gioielli. Nonostante la giovane età, Giada ha partecipato a numerose mostre collettive e tra i suoi più importanti lavori ci sono la riproduzione del fregio del Sartorio per la Camera del Deputati e il rivestimento interno della cupola del Santuario mariano di Nossa Senhora di Aparecida in Brasile, realizzate in collaborazione con altri mosaicisti.

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Un nuovo umanesimo

Chi sa disegnare possiede un grande tesoro, diceva il sommo Michelangelo. E basterebbe ammirare il soffitto della Cappella Sistina per apprezzare appieno la portata di questa considerazione apparentemente elementare. Ma la maestria del leggendario artista italiano è andata ben oltre il disegno e la pittura: Michelangelo è stato scultore, architetto, poeta, e ha perfino studiato la rimozione e il trasporto dei pesanti blocchi di marmo necessari alla sua attività, dalla cava al suo laboratorio. Michelangelo incarna quindi la perfetta sintesi di fantasia e creatività, unite alle rigorose esigenze dell’arte del fare. Una sintesi che dopo la Rivoluzione industriale è divenuta sempre più rara, e che è stata via via sostituita da una progressiva specializzazione e frammentazione del lavoro. Questa perdita dell’ideale unità tra arte e mestiere, saper creare e saper fare ha in molti casi nuociuto all’intelligenza della mano: l’avvento della riproduzione in serie, la perdita progressiva di valore associato ai mestieri d’arte ha posto fortemente in crisi diverse attività artigianali d’eccellenza, profilandone in alcuni casi l’estinzione. Il ruolo del maestro artigiano, un tempo molto apprezzato, nel corso degli ultimi 50 anni è stato infatti minacciato dalla globalizzazione, dalla rivoluzione digitale e dai progressi tecnologici. La svalorizzazione di quello che produciamo con le mani ha creato un divario tra chi «pensa» alle cose, ovvero le progetta, e chi le fa. Questa difficile e delicata situazione ha attirato l’attenzione del businessman sudafricano Johann Rupert e dell’imprenditore, scrittore e mecenate italiano Franco Cologni. Insieme, i due (legati da un’amicizia di lunga data) hanno deciso di ridare valore alla creatività e all’alto artigianato, creando la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship: un’istituzione privata non-profit basata a Ginevra, che mira a colmare questo divario, ad avvicinare nuovi talenti alle professioni del fare, a stabilire il vero valore della competenza artigiana e a ispirare la nascita di nuove creazioni che riflettano la domanda e il gusto contemporanei. ...

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Pitti Mosaici

Piazza de Pitti, 23r Firenze - Firenze
La tradizione artistica della famiglia de Filippi ha origine nel XIX secolo. Nonno Emilio I si specializzò a Parigi nella scultura del marmo e suo figlio Ernesto portò avanti l'attività nell'ambito dell'architettura monumentale, religiosa e residenziale. Il nipote Emilio II, detto Ilio, si trasferì a Firenze per studiare la tecnica delle “Pietre Dure” e questo, insieme al saper fare ereditato dalla famiglia, gli ha permesso di esprimere la sua versatile creatività nella gioielleria, nel mosaico artistico, nell'architettura e nel design. Oggi lo studio d'arte Pitti Mosaici realizza interi progetti residenziali su misura in tutto il mondo, rievocando le atmosfere e lo stile del Rinascimento. Con la stessa competenza e passione, gli artisti del laboratorio danno vita a mosaici in commesso fiorentino che colpiscono per la loro bellezza.  ...

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CO-MO-CO

via Betta, 39 Cantù - Como
CO-MO-CO è acronimo di Colombo-Moscatelli-Consonni, un collettivo di tre piccole falegnamerie nel distretto di Cantù con una decennale esperienza nel settore arredo. Si tratta di una realtà d'eccellenza nel panorama dell'artigianato contemporaneo, in grado di coniugare innovazione e tradizione. Nei loro laboratori combinano tecniche artigianali tradizionali con tecnologie all'avanguardia e realizzano progetti per abitazioni private o su commissione di terzi, collaborando con esperti ingegneri, architetti e designer. Offrono un servizio completo e seguono direttamente ogni fase del progetto: dal sopralluogo alla verifica accurata delle misure, dalla scelta dei materiali alla produzione dei componenti, fino all'installazione. Gli artigiani del collettivo CO-MO-CO fanno parte del più ampio network di CantùMade, con cui realizzano opere e allestimenti innovativi, organizzano eventi e seminari.

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Artemest

Artemest è un curated e-commerce website fondato nel 2015 dalla jewelry designer Ippolita Rostagno. Con più di 230 artigiani, Artemest.com porta il meglio dell’artigianato e del design a un audience internazionale offrendo una shopping experience unica grazie a contenuti multimediali di altissimo livello. La filosofia aziendale di Artemest è quella di restaurare il concetto autentico di lusso fondato su heritage, qualità senza compromessi e artigianalità. Attraverso un viaggio per l’Italia Artemest ha selezionato fra le botteghe artigiane di tutta Italia i maestri dell’artigianato e i talenti più interessanti che si dedicano alla lavorazione del legno, del vetro di Murano, del marmo, delle ceramiche e dei metalli più preziosi, coinvolgendo maestri vetrai di Murano, botteghe orafe, designer e artisti. Artemest si impegna nel custodire le tecniche di esecuzione artigianali che operano nel rispetto della tradizione e della preservazione delle risorse utilizzate, raccontandone le storia e il genio attraverso gli occhi degli artigiani. Heritage e tradizione, ma anche tecnologia e innovazione sono anch’essi aspetti centrali del progetto Artemest, ciò che permette di dare visibilità a livello mondiale a botteghe d’arte italiane e trasmettere l’emozione che sta dietro la lavorazione dei prodotti, illustrandone i procedimenti e le tecniche e ricreando un viaggio nella storia delle creazioni senza tempo.  ...

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NB Milano

Via Cosimo del Fante, 7 Milano - Milano
Nicola Frignani e Barbara D'Incecco sono gli autori del progetto NB Milano. Insieme progettano arredamenti e rivestimenti decorativi, inspirati a un'estetica in armonia con la naturale alterazione della materia nel tempo. La collezione di mobili include tavoli, armadi, librerie e poltrone, realizzati a mano da abili artigiani specializzati nella lavorazione di legno, metalli e tessuti. Inoltre, essi impiegano una tecnica artigianale all'avanguardia per realizzare superfici in pelle che presentano motivi decorativi tridimensionali, applicabili su pareti, porte, pavimenti e mobili. Alla base della loro offerta c'è un'ampia possibilità di personalizzazione e una scelta accurata dei materiali, che devono essere naturali e garantire un'ottima durabilità. Per questo i prodotti NB Milano sono in grado di toccare la pelle e il cuore delle persone.

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Studio Forme

Via di Santa Cecilia, 15 Roma - Roma
Lo Studio Forme è stato fondato a Roma nel 1973 da Giorgio Funaro e Rita Rivelli. Al suo interno convivono sia l'attività produttiva sia quella conservativa e di restauro. La formazione culturale, la conoscenza delle tecniche storiche e la continua sperimentazione sono alla base del loro lavoro. Il laboratorio si avvale dell'esperienza decennale di operatori interni e di collaboratori esterni di alto livello, tecnici specializzati e ricercatori. Con il passare del tempo sono state raccolte le competenze necessarie per affiancare al restauro la produzione artistica di manufatti in ceramica e vetro, grazie anche al coinvolgimento di artisti eccellenti di fama internazionale. Inoltre lo Studio fa largo uso di strumenti multimediali per presentare i progetti culturali inerenti i "mestieri" di cui si occupa. A questo proposito, il progetto "Enciclopedia multimediale delle Arti e Mestieri" ha ricevuto nel 1996 il Premio Pirelli per la diffusione delle Scienze.

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Polignum

Via Giuseppe Tartini, 10 Milano - Milano
Polignum è un laboratorio all'avanguardia nel restauro di mobili e oggetti in legno. Nel loro laboratorio di Milano, Federica Foppiani, Elisa Italiano e Federica Magli offrono un approccio scientifico e un servizio completo, adattando le varie tecniche alle caratteristiche fisiche e storiche del mobile. Oltre al restauro di cornici, intarsi, solai, portoni e ascensori, eseguono dorature in foglia d'oro zecchino, trattamenti antitarli, lucidature e decorazioni sia su pareti che su legno, come graffiti, finto marmo e trompe l'oeil. Il mobile restaurato riacquisisce così un nuovo valore funzionale ed estetico, oltre a quello affettivo attribuitogli dai proprietari. Nell’ottica di fornire un servizio a 360 gradi, Polignum si avvale all'occorrenza della collaborazione fidata di altri eccellenti professionisti come tappezzieri, impagliatori, trasportatori, vetrai e restauratori di carta.  ...

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Il Bronzetto

Via Romana 151 r Firenze - Firenze
Il Bronzetto è una bottega artigiana, situata nel cuore di Firenze, attiva dal 1963 nella lavorazione del bronzo, dell'ottone e del rame. Le splendide creazioni sono realizzate su ordinazione o su disegno dei clienti, impiegando tecniche tradizionali con grande perizia. Oltre alle leghe di rame, i prodotti sono impreziositi dall'uso di marmi pregiati e cristalli e dall'applicazione di finiture quali la doratura, la brunitura e la cromatura. Lampade, accessori per il bagno, tavoli, maniglie e lampadari sono venduti in tutto il mondo e molto richiesti per l'arredo di spazi alberghieri, per la loro qualità e per il design classico. Oltre alla produzione, Il Bronzetto si occupa anche di restauro di oggetti antichi, come candelabri settecenteschi e lampade da tavolo in cristallo.

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AA cercasi, ovvero il filo rosso che lega artisti e artigiani

La questione A-A, vale a dire tra Arte e Artigianato, è annosa e complessa: una diatriba sviluppata soprattutto nel tempo della modernità, ma che le pratiche dell’arte concettuale sembrano aver riacutizzato a partire dagli anni 60. Tuttavia anche quest’ultime non sarebbero potute esistere se non avessero avuto la possibilità di appoggiarsi anche alle pratiche artigianali. In un certo senso sono proprio le modalità dell’arte concettuale a dare maggior forza alla relazione con l’artigianato. Naturalmente per artigianato non bisogna intendere soltanto le pratiche tradizionali, ma anche quelle legate all’industria. Questo potrà apparire un controsenso, ma non lo è. Come esempio può valere quello del neon nell’uso di due artisti di stampo concettuale come il minimalista Dan Flavin, che impiega il neon senza alcun intervento artigianale, servendosi dei tubi-lampade di neon standard acquistati in un negozio di materiale elettrico, mentre Joseph Kosuth usa il neon in forma di scritte, fornendo i testi al neonista, che è un artigiano che gli dà forma. Più evidente in questo è l’uso del neon fatto da artisti come Lucio Fontana, di cui tutti ricordiamo il Concetto spaziale, un grande disegno-ghirigoro alla IX Triennale di Milano del 1951, o nella sua scia i segni e le scritte di neon di Mario Merz e ancora più vicino a noi, e più vicino formalmente al disegno di Fontana, Pietro Roccasalva con Jockey Full of Bourbon II (2006), un segno-disegno di neon volto a occupare lo spazio dal soffitto al pavimento. Ho voluto fare questi esempi per prendere la questione di petto e per sottolineare che ci sono varie forme e modi dell’artigianalità, senza la quale non esisterebbero molte opere considerate centrali nella modernità e contemporaneità, come le sculture di metallo scatolare di Dan Flavin realizzate da abilissimi artigiani del metallo e del legno che con la loro sapienza e precisione sfidano le capacità dell’industria. Detto questo, e potremmo ancora continuare a fare esempi, va anche sottolineato che il concettualismo e il minimalismo duro dei Ko-suth o dei Judd si sono presentati, pure per ordine degli autori, come un rifiuto dell’artigianalità, anche perché in loro era insito il presupposto che fosse l’idea a contare e che non dovevano sporcarsi le mani, dato che all’artigianalità viene associata soprattutto la capacità manuale di creare. A seguito di ciò c’è stata una reazione dopo la metà degli anni 70 da parte di alcuni artisti che hanno ricominciato ad affermare il potere delle mani, la sapienza del fare: come Enzo Cucchi, che faceva fuoriuscire dalle sue pitture delle lingue di ceramica, o le circondava di cornici in ceramica, passando successivamente a fare delle sculture nello stesso materiale, spesso in forma di vaso, soprattutto servendosi degli artigiani di Castelli in Abruzzo, ma anche di Vietri in Campania, in cui ha realizzato una famosa opera a quattro mani con Ettore Sottsass. Per portare acqua al mulino iniziale va detto che anche Cucchi per le ceramiche non mette le mani in pasta, ma sono gli artigiani a realizzarle fisicamente, per cui tra un neon di Fontana e Kosuth e una scultura di Cucchi sul piano della pratica realizzativa non paiono esserci molte differenze. Ma è ovvio che quando si vede un’opera fatta con una scritta al neon non ci viene da pensare alla mano artigiana, mentre per un vaso, o una scultura di ceramica, o legno, sì. Ci sarebbe poi da chiedersi perché questo senso di artigianalità ci appare meno per una scultura in marmo: forse è per la maggiore nobiltà del materiale? Comunque sia il passaggio tra anni 70 e 80 sta nel fatto che a partire dalla fine di questi ultimi gli artisti non si sono più vergognati di esaltare le qualità artigiane, anzi ne mostrano, sia nelle dichiarazioni sia con le opere, una certa fierezza. Un processo che nell’arte è stato anticipato dall’artista concettuale italiano Alighiero Boetti, allorché, già agli inizi degli anni 70, aveva cominciato a fare delle opere frutto del lavoro di ricamatrici di arazzi e tessitrici di tappeti afghane. Qui l’artigianalità veniva esaltata e, per questo, nell’epoca di neoartigianato in cui ci troviamo oggi, molti artisti vedono Boetti come un punto di riferimento. Altro campione di questa tradizione è Luigi Ontani, che si serve di fotografi artigiani indiani per alcune sue opere fotografiche e della Ceramica Gatti per le sue opere, che sono soprattutto sculture di dimensione umana, raffiguranti i suoi autoritratti nelle vesti dei personaggi più diversi e divertiti. Ma sono in molti a percorrere queste strade, come ad esempio artistar quali Jeff Koons che, oltre a fare opere in ceramica, fa anche, o meglio fa fare, alcune sculture in legno dagli artigiani della val Gardena ai quali ha chiesto tempo fa di realizzare le sculture erotiche autoritratto con Ilona Staller-Cicciolina, oppure animali e fiori, senza però disdegnare i gatti di marmo realizzati dagli artigiani di Carrara, o i cani vasi di porcellana, o le sculture kamasutra ...

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Luciano Petris

Via Paolo Diacono, 5 Codroipo - Udine
Luciano Petris è un abile mosaicista friulano che, dopo il diploma presso la storica Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, ha aperto il proprio laboratorio a Codroipo nel 1980. La sua produzione è estremamente varia, si occupa infatti di progettazione e realizzazione di mosaici artistici, complementi d'arredo e rivestimenti di ampie superfici. Si ispira soprattutto a opere moderne e contemporanee utilizzando smalti veneziani e marmi, ma anche materiali insoliti. Il Maestro ha creato opere che sono oggi esposte in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Può vantare collaborazioni con artisti di fama internazionale come Christian Ludwing Attersee e Joze Ciuha. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it

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Scarpelli Mosaici

Via Ricasoli, 59/r Firenze - Firenze
Se i meravigliosi mobili e gli oggetti decorativi realizzati in commesso fiorentino rappresentano una straordinaria fonte di ammirazione e fascino per i visitatori che a Firenze si lasciano abbagliare dalle magnifiche creazioni degli opifici medicei, non meno famoso è il laboratorio artigianale che rappresenta la versione contemporanea delle manifatture granducali: la storica bottega del maestro Renzo Scarpelli, infatti, è presente sulle migliori guide turistiche e sulle riviste di viaggio di tutto il mondo. La bottega Scarpelli "Le Pietre nell'Arte" è al contempo opificio, laboratorio, scuola e galleria: qui è possibile ammirare i pezzi che vengono fatti rigorosamente a mano con un'attenzione calligrafica ai colori, agli accostamenti delle pietre, ai tagli perfetti, esattamente come se i committenti (intenditori e appassionati provenienti da tutto il mondo) fossero gli eredi dei granduchi medicei. Inoltre, è possibile assistere alla nascita dei pezzi, partendo dalle pietre che Renzo stesso contribuisce a raccogliere o selezionare: agate, lapislazzuli, quarzi si trasformano in cieli, paesaggi, fiori di pietra che stupiscono il mondo. Dal ragazzo di bottega che nel 1960 ha iniziato ad apprendere i segreti del taglio a filo al grande maestro d'arte le cui creazioni sono richieste in tutto il mondo: oggi il suo talento e la sua passione sono portati avanti, con lui, dal figlio Leonardo, che ha degnamente raccolto il prezioso testimone di questa attività rara, unica al mondo. Per approfondire, vi consigliamo l'articolo "Dipinti di pietra" di Mariagabriella Rinaldi

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Cusenza Marmi

Via Sicilia, 137 Valderice - Trapani
Gaspare Cusenza inizia la sua attività nel 1970 aprendo un'azienda artigiana per la lavorazione artistica del marmo a Valderice, vicino a Trapani, che da diversi secoli vede nell'estrazione e nella lavorazione del marmo una delle principali risorse economiche della zona. Nel 1990, dopo 20 anni di esperienza nel settore decide di dare una svolta all'attività e inizia a collaborare con il Maestro Umberto Craparotta, autentico artista nella lavorazione del marmo e custode delle antiche manualità dei cosiddetti “scalpellini trapanesi”, ormai dimenticate dai marmisti. Si specializza poi nella realizzazione di cosiddette “copie d'antico” cioè opere eseguite secondo lo stile del Seicento, Settecento e Ottocento. Da questo interesse nasce la ricerca e la riscoperta di antiche tecniche e di antichi materiali caduti in disuso: riscopre il diaspro e il giallo antico di Sicilia, la pietra “incarnata”; rivisita e rielabora il barocco siciliano specie nell'utilizzo dell'intarsio policromo all'interno delle chiese. Da alcuni anni si impegna nell'assunzione di giovani apprendisti con l'intento di trasmettere tecniche e segreti della lavorazione del marmo, convinto che la differenza stia proprio nel valore umano in grado di sfruttare nuove tecnologie per perfezionare la propria sapienza artigianale, con gusto attuale, mantenendo la centralità della mano dell'uomo.  ...

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Fedeli Restauri

Via Livorno 8/16 Firenze - Firenze
Cresciuto nella bottega del padre Luigi e del nonno Fedele, Andrea si forma con Otello Caprara e Leonetto Tintori e collabora con i due restauratori agli Uffizi Gaetano Lo Vullo e Vittorio Granchi. Terza generazione di una famiglia di restauratori, si occupa di conservazione, restauro e valorizzazione di beni culturali, svolgendo anche attività di consulenza e progettazione tecnica per il restauro. Con un'equipe specializzata, in 2000 mq di spazi attrezzati, ha realizzato innumerevoli interventi per le Soprintendenze, i Comuni, le Regioni, le Province, la committenza ecclesiastica, i musei, le collezioni private. Nel Giugno 2010 il laboratorio di Andrea Fedeli partecipa all'Expo di Shanghai 2010 in quanto Eccellenza del restauro in Italia, e agli scambi culturali organizzati da CNA e Artex, tenendo conferenze sul Restauro e sull’artigianato artistico a Santiago di Compostela (Spagna) e a Parigi. L'atelier ha ospitato tirocinanti dalla Sorbona di Parigi, California University, New York University, Università di Siviglia e molte altre. Nel corso degli oltre 48 anni di carriera Fedeli ha tenuto convegni e conferenze relativi alle problematiche del restauro e della conservazione di beni culturali ed è stato membro di commissioni specialistiche del settore. Il suo lavoro è stato oggetto di numerosissime pubblicazioni. Nel 2002 è stato insignito della Medaglia d’Oro e del Premio “Firenze Produttiva”, per aver contribuito alla valorizzazione dell’immagine di Firenze nel mondo, e nel giugno 2016 ha ricevuto il premio MAM-Maestro d'Arte e Mestiere. Oltre all'attività di restauro, l’atelier Fedeli progetta e realizza mobili e arredi in stile antico oppure moderno, utilizzando le antiche tecniche tramandate dai maestri del passato, e in particolare la tecnica della tarsia, dell’intaglio, della doratura e del commesso marmoreo. Di particolare successo sono state le collezioni moderne realizzate insieme ai grandi designer Ettore Sottsass junior e Alessandro Mendini.  ...

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Vigorelli

Via Pioppette 4 Milano - Milano
Giunta alla quarta generazione, la Fumisteria Vigorelli prosegue con passione l’attività iniziata a fine Ottocento. A due passi dalle Colonne di San Lorenzo, Giuseppe Vigorelli insieme alla moglie moglie Marisa e ai figli Barbara e Federico, creano cornici per camini e stufe sia di linee moderne che retrò, in marmo, legno, ghisa e pietra. Offrono inoltre consulenza e interventi su camini e stufe, nonché magistrali restauri nei propri laboratori. Nei locali della fumisteria si possono ammirare camini e stufe in ghisa dell'Ottocento, di cui i Vigorelli sono ricercatori ed esperti restauratori. Mestieri antichi e rari, la cui tradizione perdura grazie alla passione di questa famiglia di artigiani milanesi. Photo credit: Dario Garofalo  ...

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