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Pariani

Abbiamo incontrato il signor Aurelio Mutinelli, Presidente della Selleria Pariani, per farci raccontare la sua storia e quella della sua azienda, storica realtà milanese che diede vita alla prima sella moderna del mondo. Quando ha inizio la storia della Selleria Pariani? All'inizio del Novecento Adolfo Pariani aveva un negozio di abbigliamento e articoli inglesi a Milano, a due passi dal Duomo. Lavorando con degli ottimi artigiani, decise di iniziare a confezionare selle e accessori per conto proprio, per non doverli importare dall'Inghilterra. In quegli anni Federico Caprilli, ufficiale di Cavalleria a Pinerolo, stava mettendo a punto un nuovo sistema per montare a cavallo differente da quello inglese che si usava all'epoca, che permetteva all'animale di effettuare il movimento più naturale possibile. Il signor Pariani si propose di collaborare per costruire un modello di sella che si adattasse al nuovo sistema e il tenente Caprilli accettò. Fu così che nacque nel 1905 il modello Pinarolo, dalla cittadina piemontese sede della famosa Scuola di Cavalleria, ed ebbe inizio la storia della Selleria Pariani.

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Bottega Vestita

Via Santa Sofia 23 Grottaglie - Taranto
Casa Vestita si trova a Grottaglie, storico distretto artigianale in provincia di Taranto, ed è considerata una location d'eccellenza nella zona per il suo splendido giardino ottocentesco e per gli splendidi oggetti esposti. La famiglia Vestita è rappresentata oggi da tre fratelli, che tramandano l'antica tradizione della ceramica: Carmelo modella l'argilla, Mimmo decora i manufatti e Antonio, ingegnere, collabora alla realizzazione di progetti più complessi. Nella loro bottega in via Santa Sofia realizzano pezzi unici dai colori splendenti, che recuperano forme tipiche del territorio e le rinnovano per adattarsi al gusto contemporaneo. Come il pumo, portafortuna tipico di Grottaglie che è possibile trovare sui balconi delle dimore storiche e moderne della città: un bocciolo decorato con foglie d’acanto simbolo della primavera e della rinascita della natura. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it  ...

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Nicolò Morales

Corso Principe Amedeo di Savoia 28 Caltagirone - Catania
Depositario della millenaria tradizione ceramica di Caltagirone, Morales si definisce un curioso sperimentatore delle arti visive. A soli cinque anni aveva già “le mani in pasta” ed esprimeva la sua creatività in forme e colori. Oggi ha un suo laboratorio nel centro storico della cittadina siciliana dove dà forma a vasi, lucerne, piatti e oggetti d'arte sacra. Nel negozio annesso sono esposti sia i tipici vasi antropomorfi della tradizione calatina che sue interpretazioni d'avanguardia, oltre alle riproduzioni di protomaioliche del XIII secolo. Ogni creazione è espressione di lavoro manuale ed intellettuale, di sentimento e di emozioni. Apprezzato da designer italiani e stranieri, ha collaborato in particolar modo con l'architetto Ugo La Pietra, con il quale sono nate splendide collezioni. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it  ...

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Pariani

Via Alfondo Capecelatro 14 Milano - Milano
Nei primi anni del Novecento l'ufficiale di cavalleria Federico Caprilli stava sperimentando un nuovo sistema di montatura, detto naturale, e commissionò ad Adolfo Pariani la progettazione di un tipo di sella che vi si adattasse. Il nuovo prodotto fu da subito molto apprezzato e il sistema di Caprilli si rivelò rivoluzionario, tant'è che i suoi allievi cominciarono a vincere gare in Italia e all'estero: fu così che ebbe inizio la storia della Selleria Pariani. Una storia lunga più di un secolo, fatta di tanti riconoscimenti d'eccellenza e di innumerevoli trofei vinti dai cavalieri e professionisti che vi hanno collaborato. Oltre a loro, anche nobili, regnanti e grandi personalità di tutto il mondo hanno amato Pariani: da Guccio Gucci a Giovanni Agnelli, da Ronald Reagan alla Regina Elisabetta, dallo stilista Valentino ad Andrea Bocelli, ... Oggi l'azienda è gestita dal Presidente Aurelio Mutinelli e dai suoi figli Carlo e Caterina. Nei laboratori di Milano esperti artigiani producono a mano e con passione selle di altissima qualità, facendo grande attenzione ai dettagli e alla ricerca di nuove soluzioni, tra design e nuovi materiali da impiegare.  ...

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Claudia Frignani

Via Maroncelli 12 Milano Milano - Milano
Claudia Frignani ha fondato Wunderkammer Studio nel 1993, collaborando a lungo con i suoi fratelli Nicola e Mattia. Con loro ha portato avanti un'intensa attività di sperimentazione con svariati materiali, ma da qualche anno la sua grande passione è la ceramica. Nella casa-laboratorio di Milano realizza pezzi unici dalle linee e dai colori rubati alla natura, che rielabora attraverso una personale ricerca estetica. Lavorando a mano blocchi di argilla cruda, dà forma a splendidi vasi che arricchisce con scaglie, foglie e nervature, delineando textures tridimensionali. Dopo una lenta essiccazione e una decina di giorni di cottura, i vasi sono pronti per essere smaltati e cotti per l'ultima volta. Un lento processo creativo che parte da un materiale povero per ottenere un oggetto prezioso, in un raffinato equilibrio tra arte e design.  ...

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Valentina D'Amato

Via Duca D Aosta 107 Vittoria - Ragusa
Valentina D’amato, textile designer di origine siciliana, realizza tessuti per complementi d’arredo e accessori moda. Fonti di ispirazione per le sue decorazioni sono l’arte, l’architettura, la musica, il cinema e la natura con la sua moltitudine di forme e colori. Cuscini, foulard, sciarpe, cinture in stoffa uniche nel loro genere, interamente realizzate a mano e accompagnate da un certificato di garanzia: in esso è indicata la numerazione di serie e viene riportato il disegno originale della decorazione. I tessuti utilizzati sono esclusivamente sete italiane e vari tipi di cotone di primissima qualità. La rifinitura dell'orlatura è anch’essa fatta a mano: questo fa acquisire al tessuto maggiore pregio denotando l'artigianalità e l'unicità di ogni pezzo. I suoi prodotti sono stati esposti, oltre che in Sicilia, anche a Roma, Milano e in Indonesia.  ...

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Fiera dell'artigianato artistico della Sardegna

Torna l’appuntamento con l’artigianato sardo d'eccellenza con la 56^ edizione della Fiera dell'Artigianato artistico della Sardegna: un'edizione rinnovata e ricca di opere di artigiani provenienti da tutta l'isola. L'inaugurazione avverrà il 28 luglio a Mogoro, con una serata ricca di arte, musica e cultura locale. La Fiera resterà aperta fino al 3 settembre, sarà possibile ammirare e acquistare le opere di più di novanta artigiani (tra cui la Cooperativa Su Trobasciu) nei settori della tessitura, legno, ceramica, metalli, vetro, coltelleria, oreficeria, intreccio, pelletteria e ricamo. ...

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Sergio Mazzola

Via Cisis 26 Udine - Udine
Il Maestro Sergio Mazzola è tra i padri fondatori della scuola orafa udinese. Oggi questa tradizione è rappresentata da ben tre generazioni: il Maestro, le figlie Clarice e Paola e i nipoti Dario e Marta. Nel loro laboratorio vengono creati gioielli, oggetti d'arte e d'arredamento impiegando le più sofisticate tecniche di lavorazione, traendo ispirazione da modelli dell'oreficeria longobarda. Argento e pietre preziose vengono accostati ad elementi poveri e non convenzionali quali osso, pietre, gesso, bucce d'arancia, "scus" di mais e tante altre textures naturali, a ricordare la primitiva funzione ornamentale del gioiello. Dal primo disegno alla produzione, il cliente viene seguito passo dopo passo in un percorso di ricerca e progettazione, per arrivare alla realizzazione di opere uniche e su misura.  ...

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Rossana Prisciantelli

Via Ugo Bassi 55 Gioia del Colle - Bari
Dopo anni di studi e di esperienza maturata sul campo, Rossana Prisciantelli ha inaugurato nel 2008 il suo atelier di alta moda, dove crea abiti da sposa e da cerimonia su misura. Uno spazio accogliente e ricco di spunti da cui lasciarsi ispirare. Rossana disegna personalmente ogni abito, ricalcando la personalità delle sue clienti e valorizzandone i tratti distintivi. La lavorazione sartoriale, la definizione di ogni dettaglio e la consulenza stilistica sono le caratteristiche che contraddistinguono ogni creazione, rendendo gli abiti personalizzati ed esclusivi. Completano l'outfit scarpe, borse e altri accessori: il tutto realizzato rigorosamente a mano e su misura. È inoltre disponibile un servizio di riparazione di capi, sia per uomo che per donna, e la possibilità di effettuare un restyling di capi démodé.  ...

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Gemmae

Via Fonteiana 76 Roma - Roma
Gemmae Gioielli nasce nel distretto orafo di Arezzo, dall’amore di Simona Palmiero per lo stile, per la cultura e per i luoghi del Belpaese, connubio di arte, natura e storia. Le collezioni si ispirano a città e regioni d’Italia, rappresentate dalla designer in miniature dipinte a mano e racchiuse in una cornice di foglie, suo marchio distintivo. Un progetto nel progetto, espressione della migliore tradizione artigianale italiana. Le sue creazioni sono pezzi unici realizzati in microfusione di argento e bronzo, con bagno di oro rosa o rodio, e impreziositi da pietre semi preziose. Ogni gioiello evoca l'identità di un luogo e ne racconta la storia, rispecchiando allo stesso tempo l'eleganza e la sensibilità di chi lo indossa.  ...

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Garbo

Via Delle Ville Prima 102 Lucca - Lucca
Le collezioni di Antonella Pecchia conquistano chiunque con il loro fascino glamour. Proprio come la divina attrice Greta Garbo, da cui prende nome il suo brand. Ha iniziato quasi per gioco nel 2009, creando orecchini all'uncinetto, sua grande passione. Il loro stile originalissimo ha fatto innamorare da subito le amiche e, grazie al vivace passaparola, ha raggiunto in poco tempo il mondo dell'alta moda, portandola ad avviare un'importante collaborazione con una stilista milanese. Oggi i bijoux Garbo sono indossati da vip di ogni età e appaiono in tv, su blog e riviste di moda. Oltre che online, sono acquistabili nei negozi di Lucca e nel concept store “Dada” a Pietrasanta. Orecchini, bracciali e collier dai colori sorprendenti, il cui valore reale risiede nel tempo impiegato per la loro creazione e nella loro unicità.  ...

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Daniela Ronchetti

Via dei Sabelli 165/b Roma - Roma
“La grande officina” è il nome del laboratorio di gioielleria di Daniela Ronchetti, aperto nel 1995 insieme al marito Giancarlo nel quartiere San Lorenzo a Roma. Sempre alla ricerca di nuove contaminazioni, Daniela prende ispirazione dalla natura e dalla meccanica, due mondi apparentemente opposti ma che trovano nelle sue creazioni un punto di incontro. Spesso utilizza componenti riciclati, come microchip e cuscinetti a sfera, e vengono accostati tra loro materiali diversi: dall'oro al legno, dall'argento all'acciaio, dal bronzo alle plastiche e resine. Un laboratorio d'altri tempi, dove le pietre e i metalli inerti prendono vita e ogni gioiello e' un pezzo unico.  ...

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Bottega Orafa Pisa

Via Tosco-Romagnola 2041, località Navacchio Cascina - Pisa
“Trasformare la propria manualità in arte e fare di quest’arte una professione”: con questo desiderio Luigi Citi, artigiano orafo pisano, ha aperto la sua bottega nel 1993. Un'approfondita ricerca è alla base della realizzazione di ogni gioiello, per il quale vengono scelti i materiali più preziosi e applicate lavorazioni di altissimo livello. Nel laboratorio di Navacchio, in provincia di Pisa, l'attenzione per l'innovazione è esaltata dal rispetto per la tradizione: antichi utensili sono affiancati a macchinari di ultima generazione, che permettono anche il recupero o la personalizzazione di vecchi gioielli, oltre che la creazione di nuovi. Tutto è curato nel dettaglio seguendo le specifiche dei clienti, i cui desideri sono interpretati e tradotti in forme, superfici e colori. “Trasformare la propria manualità in arte e fare di quest’arte una professione”: con questo desiderio Luigi Citi, artigiano orafo pisano, ha aperto la sua bottega nel 1993. Un'approfondita ricerca è alla base della realizzazione di ogni gioiello, per il quale vengono scelti i materiali più preziosi e applicate lavorazioni di altissimo livello. Nel laboratorio di Navacchio, in provincia di Pisa, l'attenzione per l'innovazione è esaltata dal rispetto per la tradizione: antichi utensili sono affiancati a macchinari di ultima generazione, che permettono anche il recupero o la personalizzazione di vecchi gioielli, oltre che la creazione di nuovi. Tutto è curato nel dettaglio seguendo le specifiche dei clienti, i cui desideri sono interpretati e tradotti in forme, superfici e colori.

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Questione di naso

Firenze, città delle arti e del saper fare. Firenze città del profumo. Una storia che ha origine nel periodo aureo del Rinascimento e che ancora oggi grazie alla presenza di botteghe e nasi blasonati è ricca di novità riconosciute e apprezzate in tutto il mondo. Una dedizione quella di Firenze alla profumeria artistica che in anni recenti ha visto crescere una importante fiera di settore dedicata, ‘Fragranze’, portata avanti con successo di partecipazione e buyer da Pitti Immagine. Nel percorso di oltre cinquecento anni ne è stata fatta di strada. Dalla comparsa del “Nuovo Ricettario Fiorentino" messo a punto dal Collegio dell'Arte dei Medici nel 1498 per fissare le regole a cui tutti gli speziali dovevano attenersi per la composizione dei loro composti,  alla cura delle scienze botaniche che tanto appassionò la famiglia dei Medici. Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella deve la sua creazione ai frati domenicani che si stabilirono a Firenze nel XIII secolo. Oggi se ne ammira tutta la storia negli arredi, negli strumenti e nelle decorazioni. Se la sua fama si lega al tipico liquore rosso Alchermes ottenuto dalla cocciniglia essiccata, oppure alla Polvere per imbiancare le carni (tipica degli anni 20 del ‘900) negli imponenti locali di via della Scala si apprezzano gli intensi profumi e i pout-pourri, insieme ad aromi insoliti e pungenti. Un successo dovuto anche al piglio imprenditoriale del patron Eugenio Alphandery che ha fortemente creduto nel valore di una produzione tutta made in Florence. «Le erbe officinali, la lavanda e le rose arrivano dal nostro giardino di Villa La Petraia», spiega, «come le candele dalla cereria interna». In tempi recenti  per celebrare importanti anniversari si sono create profumazioni come l'Acqua di Colonia Cinquanta per festeggiare il 50° anniversario di gemellaggio tra Firenze e Kyoto. Un bouquet floreale dove le note di testa di gardenia, fiori d’arancio e fiori di tiaré, s’intrecciano con legni dolci e the verde nella ricchezza del cashmere. Una nota muschiata ed ambrata introduce il fondo di legni preziosi. Oppure Lana, Acqua di Colonia ad edizione limitata, morbida, calda e dolce nell’aria come la sensazione che si prova ad affondare la mano nella lana. «In occasione della mostra Amore e Psiche nel 2012 a Palazzo Marino a Milano abbiamo realizzato la fragranza per l'ambiente per rievocare l’odore fresco del giardino, quello legnoso del sottobosco e quello freddo del marmo, mentre lo scorso luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma per il progetto “Caravaggio Experience” è andata in scena la fragranza ‘Maledetto’». ...

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C'era una volta la carta

Un grazie alla cassata siciliana. È infatti anche merito dello squisito dessert insulare se la cartiera Amatruda è riuscita a sopravvivere fino ai nostri giorni. Negli anni più difficili della prima metà del ’900, allorché l’industrializzazione sistematica e lo sviluppo di più moderne arterie commerciali penalizzavano pesantemente la sempre più isolata Amalfi, Ferdinando Amatruda e suo figlio Luigino (quello stesso Don Luigi che in età matura sarebbe divenuto il beniamino degli editori più raffinati) riuscivano a mantenere in vita l’attività di famiglia per merito della briglia, carta di colore bianco in uso presso le pasticcerie meridionali nonché negli studi legali. Anche oggi, in piena epoca di posta elettronica ed e-book, rimanere a galla non è facile; per fortuna ci sono ancora l’editoria di lusso e le partecipazioni, che in qualche modo hanno rimpiazzato i dolci della Trinacria e le cartelle degli avvocati. Fedele all’insegnamento di Don Luigi e alla storia della famiglia Amatruda, legata alla produzione di carta fin dal XV secolo, la figlia Antonietta perpetua il mestiere di famiglia con rigore filologico, coadiuvata in questo dalla sorella Teresa, dal cognato Lucio e dal nipote Giuseppe Amendola, oltreché da un pugno di maestranze legate all’azienda da decenni. In effetti, la produzione della carta a mano nell’antico opificio a ponte sul fiume Canneto è rimasta sostanzialmente invariata rispetto ai procedimenti in uso nel Medioevo per ottenere la «bambagina», come si era soliti designare un tempo la carta di cenci da queste parti. Ora come allora ci si avvale dell’acqua che dai rilievi dell’entroterra amalfitano scende attraverso la Valle dei mulini per dare luogo a impasti di cotone o cellulosa il più possibile liberi da impurità. A testimonianza dell’attività plurisecolare dell’opificio sono le antiche torri, ovvero vasche a forma d’imbuto munite di un tappo; opportunamente sollevato mediante catena, questo convogliava l’acqua verso la ruota e l’albero motore che azionavano i martelli chiodati per la riduzione in poltiglia degli stracci accumulati in apposite vasche note come «pile».

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L'operaio dell'anima

Il percorso artistico di Tarshito da anni rappresenta l’anello di congiunzione tra la nostra cultura artistica e artigianale e quella orientale. La sua pratica progettuale, carica di riferimenti mistici e spirituali, trova nella cultura del fare indiana la sua più intensa rappresentazione e formalizzazione. Tutti conoscono la sua coerenza e il suo amore per i materiali e la cultura mediterranea; qual è la sua posizione di progettista nei confronti del mondo del design e dell’arte applicata? Non si tratta di posizioni, magari contrapposte, ma entrambi questi elementi che si fondono nel mio approccio, nella mia sensibilità dell’operare. Io, in effetti, mi sento «una congiunzione» fra le varie culture. Sono nato in una zona occidentale del mondo ma ho avuto l’opportunità, anzi, sto avendo l’opportunità di frequentare molti altri luoghi del pianeta Terra e in particolar modo l’India, un luogo dalle profonde radici culturali. Sto studiando un po’ le Sacre scritture, i Veda di 4mila anni fa donati proprio all’India. Questo mio muovermi tra due posti del mondo apparentemente così diversi, apparentemente così antitetici, frequentando la cultura artistica e artigianale dei due luoghi, l’India e la laboriosa Puglia, nel sud dell’Italia, mi sta facendo vedere in maniera abbastanza chiara e forte l’unità fra questi opposti; sto piano piano sentendo «l’Uno», fra l’East e il West. Più viaggi compio, più gente conosco della Puglia (con cui mi relaziono per realizzare ceramiche dorate, grande tradizione dell’Italia), in particolare del sud della Puglia, o più conosco persone tribali dell’India, che usano dipingere le proprie case, le proprie capanne di terra cruda, che dipingono per ringraziare il divino, affinché il raccolto possa andare bene, affinché un matrimonio possa andare bene... e più riscopro piccole ritualità un po’ dimenticate. Le riscopro soprattutto in questo luogo del mondo da cui vi sto parlando, l’Italia, di cui indago i riti di fondazione. Da architetto mi capita spesso di parlare con qualche anziano muratore di piccoli danari donati alla madre terra o di altri doni da fare, per cui attraverso le ritualità, attraverso il «vecchio sapere», il saper fare, delle mani, a volte italiane, a volte indiane, a volte albanesi con cui ho la fortuna e la gioia di poter collaborare. Ecco, attraverso questa magica area che è il simbolismo, che è la ritualità che va al di là della cultura specifica orientale o occidentale, ecco, attraverso questa area io, man mano nel tempo, ho cominciato a vedere unite queste due parti fino a farne una sola, per cui ciò che io sento non è più una cultura mediterranea o una cultura orientale: è semplicemente cultura. E se prima ho parlato di radici, di ritualità, di simboli, quel che voglio significare è proprio la visualizzazione della radice, di una forma che sto realizzando o che sta realizzando un artista o un artigiano indiano piuttosto che pugliese. Se, attraverso questa forma, il suo simbolo mi porta a un concetto, c’è una forza altrettanto grande che invece mi riporta verso il Trascendente. Per cui, attraverso il simbolo, ciò che è più importante è proprio questa grande profondità che mi permette di entrare nella concettualità. Questo agire mi conduce inevitabilmente all’essenza del progetto, a questa forma di consapevolezza; questo tentativo di avvicinarsi all’essenza è un mezzo per onorare, per offrire lo stesso progetto al Trascendente. Per cui la mia posizione di progettista nei confronti della creatività è un cammino, è un viaggio.

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Carla

Via Luigi Francesconi Tolentino - Macerata
Dalla creatività intraprendente di Carla Ragaini, nasce nel 1982 l'azienda Carla. Iniziata come piccola produzione di accessori da sposa, l'attività si afferma per lo stile inconfondibile, l'elegante stravaganza, la forte femminilità e per la bellezza dei suoi prodotti. Oggi l'azienda è guidata dalle sue figlie, Caterina e Francesca, e vende non solo in Italia ma anche nel resto d'Europa, in Asia e in America. Con la loro efficienza e flessibilità, garantiscono ai loro clienti alti standard di qualità e un servizio su misura, personalizzando ogni dettaglio e trasformando i desideri in splendidi accessori. Nel factory store di Tolentino, nelle Marche, realizzano a mano interi outfit per cerimonia, dall'abito all'accessorio, con passione e precisione.  ...

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È solo la passione a dare senso al lavoro

Scriveva Theodor Adorno che «la libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta». Una riflessione che mi sembra molto adatta per descrivere la situazione in cui ci troviamo, dove spesso, anziché ricercare la fertile unione di principi complementari, si persegue solo e soltanto una direzione, svilendo così la ricchezza che nasce dalla diversità. Quando si considera il modello economico non solo italiano, ma anche di tanti Paesi europei, infatti, spesso si tende a riflettere in senso dicotomico: industria contro artigianato, digitale contro manuale e così via. Ma non è certo questo il modello economico più adatto per comprendere le prospettive di crescita dei Paesi come i nostri, dove l’economia si basa anche sulla cultura: una cultura intesa non solo come patrimonio museale, ma anche come preziosa eredità di saper fare, di saper progettare, di saper creare a regola d’arte. Cultura e lavoro, ovvero: cultura del lavoro. Di un lavoro fatto non da insetti, ma da esseri umani, che dedicano la propria vita e la propria creatività al raggiungimento di una perfezione funzionale che fa storia tanto quanto la creatività. Secondo le previsioni dell’ex direttore di Wired, Chris Anderson, riportate dall’economista Stefano Micelli, la prossima rivoluzione industriale sarà guidata da una nuova generazione di piccole imprese operative a cavallo tra altissima tecnologia e artigianato, in grado di fornire prodotti innovativi che siano estremamente personalizzabili e in edizioni limitate. Una prospettiva che però, se ci pensiamo, è già una realtà operativa e fruttuosa in tanti dei campi in cui l’Italia eccelle: dalla moda al design, dalla nautica alla gioielleria. Tante nostre imprese, spesso piccole o familiari, si sono negli anni sapute imporre come partner di rilievo per tanti gruppi del lusso che qui vengono a far realizzare scarpe, borse, abiti, gioielli; perché oltre a una grande capacità artigianale, qui si trovano anche (e ancora) abili maestri in grado di far evolvere le tecniche e le arti, ovvero di offrire capacità di innovazione che procedono di pari passo con il mantenimento del grande patrimonio culturale e artigianale accumulato nei secoli. Intendiamoci: la capacità di muovere bene le mani non è appannaggio esclusivo di nessuno. Ma in Europa, e in tutto il mondo, vi sono distretti o addirittura città dove alcune lavorazioni sono ormai diventate parte del Dna, si respirano nell’aria, si incontrano negli occhi e nelle mani delle persone; ci sono territori dove il materiale e l’immaginario si incontrano per permettere a oggetti magnifici, espressivi, funzionali di vedere la luce grazie al lavoro e alla creatività. Forse è proprio in quest’area di incontro tra tecnologia e artigianato, tra design (inteso come cultura del progetto) e capacità di interpretazione, tra visione prospettica e sapienza storica che ci sono margini di crescita interessanti per tutti coloro che, ieri come oggi, sanno che il futuro è di chi sa vedere oltre il bianco e nero della realtà per ricercare soluzioni nuove, creative, à la carte. Soluzioni su misura per bisogni sempre nuovi, che però in fondo sono antichi come l’uomo: il bisogno di riconoscerci in un oggetto che ci parli di noi stessi, in un gesto che non sia solo bruta azione sulla materia ma consapevole trasformazione di essa, in uno sguardo che non veda solo il profitto immediato ma anche l’investimento su un capitale futuro. Un capitale fatto di sapere e di saper fare, che sia quindi insensibile alle variazioni della borsa e inalienabile nelle tristi compravendite finanziarie che non valorizzano mai l’unica cosa che dà senso al lavoro: la passione. Photo credit: Emanuele Zamponi  ...

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BB Mosaici

Via Balme, 32/b Torino - Torino
Giada Salice ha studiato l'arte del mosaico presso la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, in provincia di Pordenone, e nel 2015 ha aperto la sua bottega BB Mosaici a Torino. Nel suo lavoro pone grande attenzione alla scelta dei materiali e delle tecniche da impiegare per ottenere il miglior risultato e segue il cliente in ogni fase della creazione. La sua produzione include opere d'arte, decorazione di complementi di arredo e mobili, opere tridimensionali e perfino gioielli. Nonostante la giovane età, Giada ha partecipato a numerose mostre collettive e tra i suoi più importanti lavori ci sono la riproduzione del fregio del Sartorio per la Camera del Deputati e il rivestimento interno della cupola del Santuario mariano di Nossa Senhora di Aparecida in Brasile, realizzate in collaborazione con altri mosaicisti.  ...

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Legatoria Moderna

Via Zanon, 16/a Udine - Udine
La Legatoria Moderna nasce nel cuore di Udine nel 1966. Nel 1999 Eva Seminara rileva l'attività e la rinnova, grazie alla sua capacità imprenditoriale e alla sua sensibilità umanistica, proponendo un approccio nuovo alla conservazione del libro. Partendo dal significato del contenuto, crea per ogni volume un “vestito” su misura, rispondendo alle esigenze dei clienti. L'ispirazione di Eva viene dalla sperimentazione con materiali e tecniche differenti, che le permette di creare soluzioni sempre nuove e suggestive. Ogni sua opera è un pezzo unico, o riprodotto in serie limitata, lavorato rigorosamente a mano. Nel 2014 la Legatoria Moderna è stata riconosciuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia come Scuola-Bottega artigiana, affiancando all'attività lavorativa quella didattica e formativa.  ...

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