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Totale: 15 risultati.

Eleonora Ghilardi

via Massimo Azeglio, 14 Lodi - Lodi
Eleonora Ghilardi è una ceramista e fashion designer che realizza sculture artistiche, complementi d'arredo e gioielli contemporanei. La sua creatività trova piena espressione nella modellazione della porcellana, che tinge e plasma con padronanza in forme plastiche ed eleganti. Nelle nuove collezioni “Secret gardens” e “Forest”, a questo candido materiale abbina un elemento del tutto inaspettato: il lichene. Inserito nel gioiello crea un connubio estetico che porta chi lo indossa a prendersene cura e a esporlo in casa, come un piccolo complemento d'arredo. Le sue opere sono presenti in collezioni private italiane e straniere e hanno raccolto riconoscimenti e premi in vari concorsi. I suoi gioielli sono stati selezionati per importanti mostre, tra cui “Gioielli alla moda” del 2016, presso il Palazzo Reale di Milano.  ...

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Hermès Dietro le Quinte

Dall’11 al 17 maggio 2017 la storica Maison parigina organizza nello spazio milanese della Pelota, in via Palermo, l’evento Hermès Dietro le Quinte. Tramite i gesti sapienti di 11 maestri artigiani sarà possibile vedere da vicino i mestieri d’arte per i quali Hermès è celebre: dalla creazione dei colori per i famosi foulard in seta alla pittura su porcellana, dalla lavorazione artigianale delle cravatte fino ai segreti della pelletteria per le selle e per i guanti. Un evento molto seguito e atteso a Parigi, che giunge adesso finalmente in Italia. Ingresso gratuito Orari: 11 maggio dalle 15.00 alle 19.00 dal 12 al 17 maggio dalle 11.00 alle 19.00 it.stores.hermes.com  ...

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BottegaNove

BottegaNove realizza mosaici decorati in ceramica e porcellana. Abbiamo incontrato Christian Pegoraro, terza generazione di maestri ceramisti, che ha saputo interpretare in chiave innovativa l’antica tradizione della lavorazione ceramica. Qual è la storia di BottegaNove? Come è iniziata la vostra attività? BottegaNove nasce a fine 2013 con l'intenzione di produrre mosaici decorati in ceramica e porcellana con lavorazioni derivate dalla ceramica artistica. Sono cresciuto a Nove in mezzo alle ceramiche, mio nonno ha aperto la sua manifattura artistica nel 1964, portata avanti poi da mio padre e oggi da me insieme ad un altro socio. Negli anni abbiamo collaborato con alcune importanti aziende del settore del rivestimento realizzando per loro decorazioni particolari caratterizzate da una elevata manualità e da un'alta artigianalità. Grazie a questa esperienza sul campo e al saper fare della tradizione di Nove, ho deciso di intraprendere un percorso individuale di produzione di mosaici decidendo fin da subito di approcciare la materia in modo nuovo grazie alla collaborazione con persone esterne alla produzione e capaci di lavorare con le idee e la creatività in campi trasversali, come l'architetto Cristina Celestino. Che tipo di prodotti realizzate? Realizziamo principalmente mosaici decorati da rivestimento in ceramica e porcellana. Lavoriamo anche nel campo della ceramica artistica, soprattutto con produzioni “tradizionali”, ma stiamo ora lavorando ad una contaminazione tra produzione da rivestimento (bidimensionale) e produzione in ceramica artistica, per arrivare anche in questo campo, a risultati inediti e di ricerca. Ci consideriamo un'isola felice nel panorama del mosaico e delle piastrelle in genere: siamo tra i pochi a portare avanti una tradizione di produzione e di decorazione manuale delle singole tessere a fronte di un panorama standardizzato e anonimo nel settore del rivestimento. La collezione Plumage rappresenta la sintesi del nostro saper fare e della ricerca e della visione creativa di Cristina Celestino. Per questo progetto sono stati creati degli stampi ad hoc che danno forma a tessere tridimensionali e con nervature in bassorilievo. Il progetto è declinato sia in porcellana (con impasto 100% Limoges) che in ceramica. La porcellana viene tinta in pasta, mentre le tessere in ceramica possono essere o monocromatiche (con o senza lustri cangianti) o decorate manualmente. Il mondo di riferimento è quello del piumaggio degli uccelli: la varietà è data sia dalla colorazione delle piume che dalle molteplici composizioni che si possono ottenere con queste. Così i punti forti della nostra manifattura sono esaltati da questo progetto che ci permette, all'interno di un unico tema, di spaziare in un gamma infinita di decorazioni, anche custom, e ancora di ottenere i risultati più svariati componendo diversi tipi di tessere (come abbiamo fatto nei pannelli che mostreremo al Fuorisalone). Le vibrazioni sia cromatiche che materiche date dalle tessere fanno di questo progetto versatile e ricco un vero progetto di interior design.  ...

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BottegaNove

Via Molini, 88 Nove - Vicenza
Dalla visione moderna di Christian Pegoraro è nata nel 2013 BottegaNove, un'azienda specializzata nella realizzazione di mosaici in ceramica e porcellana. Recuperando una tecnica antica tipica della zona di Nove, risalente al XVIII secolo, ha saputo innovarla grazie al suo approccio progettuale svincolato e dinamico. Cristina Celestino è la designer, divenuta art director dell'azienda, che ha saputo trasformare la tessera in un nuovo concetto di rivestimento e ha portato il mondo naturale nell'ambiente domestico. Dalla sua creatività sono nate le collezioni Plumage, ispirata al piumaggio degli uccelli, e Rose, dedicata alle donne artigiane di Nove. Boiserie artistiche, mosaici in ceramica ed eleganti texture, decorate con preziosi lustri cangianti e lamine d'oro, trasformano gli ambienti creando scenari contemporanei ricchi di storia e significato. Credit photo: Matteo Balsamini  ...

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Studio Forme

Via di Santa Cecilia, 15 Roma - Roma
Lo Studio Forme è stato fondato a Roma nel 1973 da Giorgio Funaro e Rita Rivelli. Al suo interno convivono sia l'attività produttiva sia quella conservativa e di restauro. La formazione culturale, la conoscenza delle tecniche storiche e la continua sperimentazione sono alla base del loro lavoro. Il laboratorio si avvale dell'esperienza decennale di operatori interni e di collaboratori esterni di alto livello, tecnici specializzati e ricercatori. Con il passare del tempo sono state raccolte le competenze necessarie per affiancare al restauro la produzione artistica di manufatti in ceramica e vetro, grazie anche al coinvolgimento di artisti eccellenti di fama internazionale. Inoltre lo Studio fa largo uso di strumenti multimediali per presentare i progetti culturali inerenti i "mestieri" di cui si occupa. A questo proposito, il progetto "Enciclopedia multimediale delle Arti e Mestieri" ha ricevuto nel 1996 il Premio Pirelli per la diffusione delle Scienze.

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AA cercasi, ovvero il filo rosso che lega artisti e artigiani

La questione A-A, vale a dire tra Arte e Artigianato, è annosa e complessa: una diatriba sviluppata soprattutto nel tempo della modernità, ma che le pratiche dell’arte concettuale sembrano aver riacutizzato a partire dagli anni 60. Tuttavia anche quest’ultime non sarebbero potute esistere se non avessero avuto la possibilità di appoggiarsi anche alle pratiche artigianali. In un certo senso sono proprio le modalità dell’arte concettuale a dare maggior forza alla relazione con l’artigianato. Naturalmente per artigianato non bisogna intendere soltanto le pratiche tradizionali, ma anche quelle legate all’industria. Questo potrà apparire un controsenso, ma non lo è. Come esempio può valere quello del neon nell’uso di due artisti di stampo concettuale come il minimalista Dan Flavin, che impiega il neon senza alcun intervento artigianale, servendosi dei tubi-lampade di neon standard acquistati in un negozio di materiale elettrico, mentre Joseph Kosuth usa il neon in forma di scritte, fornendo i testi al neonista, che è un artigiano che gli dà forma. Più evidente in questo è l’uso del neon fatto da artisti come Lucio Fontana, di cui tutti ricordiamo il Concetto spaziale, un grande disegno-ghirigoro alla IX Triennale di Milano del 1951, o nella sua scia i segni e le scritte di neon di Mario Merz e ancora più vicino a noi, e più vicino formalmente al disegno di Fontana, Pietro Roccasalva con Jockey Full of Bourbon II (2006), un segno-disegno di neon volto a occupare lo spazio dal soffitto al pavimento. Ho voluto fare questi esempi per prendere la questione di petto e per sottolineare che ci sono varie forme e modi dell’artigianalità, senza la quale non esisterebbero molte opere considerate centrali nella modernità e contemporaneità, come le sculture di metallo scatolare di Dan Flavin realizzate da abilissimi artigiani del metallo e del legno che con la loro sapienza e precisione sfidano le capacità dell’industria. Detto questo, e potremmo ancora continuare a fare esempi, va anche sottolineato che il concettualismo e il minimalismo duro dei Ko-suth o dei Judd si sono presentati, pure per ordine degli autori, come un rifiuto dell’artigianalità, anche perché in loro era insito il presupposto che fosse l’idea a contare e che non dovevano sporcarsi le mani, dato che all’artigianalità viene associata soprattutto la capacità manuale di creare. A seguito di ciò c’è stata una reazione dopo la metà degli anni 70 da parte di alcuni artisti che hanno ricominciato ad affermare il potere delle mani, la sapienza del fare: come Enzo Cucchi, che faceva fuoriuscire dalle sue pitture delle lingue di ceramica, o le circondava di cornici in ceramica, passando successivamente a fare delle sculture nello stesso materiale, spesso in forma di vaso, soprattutto servendosi degli artigiani di Castelli in Abruzzo, ma anche di Vietri in Campania, in cui ha realizzato una famosa opera a quattro mani con Ettore Sottsass. Per portare acqua al mulino iniziale va detto che anche Cucchi per le ceramiche non mette le mani in pasta, ma sono gli artigiani a realizzarle fisicamente, per cui tra un neon di Fontana e Kosuth e una scultura di Cucchi sul piano della pratica realizzativa non paiono esserci molte differenze. Ma è ovvio che quando si vede un’opera fatta con una scritta al neon non ci viene da pensare alla mano artigiana, mentre per un vaso, o una scultura di ceramica, o legno, sì. Ci sarebbe poi da chiedersi perché questo senso di artigianalità ci appare meno per una scultura in marmo: forse è per la maggiore nobiltà del materiale? Comunque sia il passaggio tra anni 70 e 80 sta nel fatto che a partire dalla fine di questi ultimi gli artisti non si sono più vergognati di esaltare le qualità artigiane, anzi ne mostrano, sia nelle dichiarazioni sia con le opere, una certa fierezza. Un processo che nell’arte è stato anticipato dall’artista concettuale italiano Alighiero Boetti, allorché, già agli inizi degli anni 70, aveva cominciato a fare delle opere frutto del lavoro di ricamatrici di arazzi e tessitrici di tappeti afghane. Qui l’artigianalità veniva esaltata e, per questo, nell’epoca di neoartigianato in cui ci troviamo oggi, molti artisti vedono Boetti come un punto di riferimento. Altro campione di questa tradizione è Luigi Ontani, che si serve di fotografi artigiani indiani per alcune sue opere fotografiche e della Ceramica Gatti per le sue opere, che sono soprattutto sculture di dimensione umana, raffiguranti i suoi autoritratti nelle vesti dei personaggi più diversi e divertiti. Ma sono in molti a percorrere queste strade, come ad esempio artistar quali Jeff Koons che, oltre a fare opere in ceramica, fa anche, o meglio fa fare, alcune sculture in legno dagli artigiani della val Gardena ai quali ha chiesto tempo fa di realizzare le sculture erotiche autoritratto con Ilona Staller-Cicciolina, oppure animali e fiori, senza però disdegnare i gatti di marmo realizzati dagli artigiani di Carrara, o i cani vasi di porcellana, o le sculture kamasutra ...

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Egidio Milesi

Via Baldassare Longhena 3/a Milano - Milano
Egidio Milesi è un ceramista estremamente creativo e versatile. Al tornio, a lastra, a colaggio, a colombino, sono solo alcune tra le tante tecniche che impiega per modellare la ceramica, che sia terracotta, maiolica, grés o porcellana. Nella sua bottega collabora con abituali clienti, ma anche con numerosi architetti e designer, disegnando e realizzando una gran varietà di oggetti: dai piatti ai vasi, dalle bottiglie alle cornici, dalle ciotole ai centrotavola. Dopo averli plasmati, li rifinisce applicando invetratura, engobbio, pennellate di colore oppure semplice biscottatura. Photo credit: Dario Garofalo ...

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Sedelmayer

Via Carducci 25 Milano - Milano
A Milano è il laboratorio di ceramiche di più antica tradizione. Aperto negli anni Cinquanta dalla signora Linuccia, l'attività è portata avanti oggi dai figli Rossana e Maurizio. Dalle loro mani vengono creati magnifici decori su piatti, tazze, vasi per lampade e ogni forma di porcellana, partendo da modelli già esistenti o disegnati appositamente per i clienti. Entrando nell'atelier, i clienti possono scegliere tra pile di porcellane ammonticchiate sul pavimento per essere impreziosite dai Sedelmayer o per essere portate a casa da chi si diletta a decorare gli oggetti personalmente. Su richiesta è anche possibile riprodurre al campione pezzi perduti di un servizio di famiglia. Photo credit: Dario Garofalo ...

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Angelo Sciannella

Corso Italia, 207 Cabras - Oristano
Angelo Sciannella nasce a Castelli, in Abruzzo, importante e antico centro ceramico dove cresce e si forma come ceramista. Nel 1962 si trasferisce in Sardegna vicino a Oristano, dove combina le tradizioni locali con la propria cultura tecnica d'origine. Nel suo laboratorio realizza manufatti d'uso e opere scultoree in cui modernità e tradizione si uniscono armoniosamente. Dall'abilità tecnica e dalla profonda conoscenza dei materiali nascono creazioni espressive dal gusto raffinato, che gli hanno consentito di ricevere importanti riconoscimenti. Da decenni collabora con l’Istituto Statale d’Arte di Oristano, in qualità di docente del corso di progettazione ceramica. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it

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Pia Virgilio

Via Santa Maria Fulcorina, 20 Milano - Milano
Pia Virgilio è una restauratrice di opere ceramiche specializzata nel restauro conservativo ed estetico di terracotta, maiolica, porcellana, biscuit, gres e metallo smaltato. Nata in Sicilia, si forma a Faenza frequentando lo storico Istituto G.Ballardini, laboratori illustri, corsi e seminari di aggiornamento in storia dell’arte e storia della ceramica europea. In questi anni si interessa in maniera particolare alla maiolica rinascimentale italiana, per poi approdare negli anni successivi alle produzioni settecentesche europee in maiolica e porcellana. Inoltre, il suo laboratorio da anni è specializzato nel restauro di opere ceramiche di autori del Novecento (Lucio Fontana, Fausto Melotti, Giò Ponti, Baj, Crippa, Dorazio, Fiume, Leoncillo, Malevic, Valentini, Zauli e molti altri). Nel suo studio esegue restauri mimetici con sistemi all’avanguardia, tecniche non distruttive, materiali reversibili e con interventi totalmente invisibili anche sotto la lampada di wood. Pia Virgilio ha un’ampia clientela privata (collezionisti, antiquari, case d’asta e gallerie d’arte) ma esegue anche importanti lavori pubblici per Enti, Fondazioni e Musei, come il FAI, la Fondazione Fausto Melotti e la Soprintendenza.  ...

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Oro bianco

Kao-ling e pai-tun-tzu˘ sono gli elementi che costituiscono, secondo i cinesi, lo «scheletro» e la «carne» della porcellana. Oggi sono comunemente conosciuti come caolino e feldspato, che assieme al quarzo vengono assemblati in un’unione alchemica all’origine della purezza e durezza del cosiddetto «oro bianco», noto in Cina sin dall’epoca T’ang (618-907). Dopo innumerevoli tentativi, nel 1708-1709 in Germania viene compiuto il prodigio a opera di E. W. Von Tschirnhaus, fisico e chimico, e dell’alchimista J. F. Böttger: insieme riescono a riprodurre una porcellana dalle caratteristiche pressoché identiche a quella cinese. Per interessamento di Augusto II detto il Forte, re di Polonia ed elettore di Sassonia, grande collezionista di porcellane e preziosi, nel 1710 viene fondata a Meissen la prima manifattura europea di porcellana dura. Quella di Augusto II non è solo una passione ma una vera ossessione, una «maladie de porcelaine», come lui stesso diceva. Geloso della scoperta, il re non permette che la ricetta venga copiata e fa trasferire la produzione delle porcellane di Meissen nel castello di Albrechtsburg, fortezza inespugnabile vicino a una miniera di caolino. Ben presto tuttavia il segreto viene svelato e fa il giro d’Europa. Si assiste così al sorgere di manifatture storiche di porcellana in centri come Limoges e Sèvres in Francia e Doccia in Italia, complice la necessaria vicinanza alle cave di caolino, roccia sedimentaria che garantisce la purezza al materiale finito. Nella manifattura di Meissen la produzione plastica è legata al nome degli scultori Kirchner prima, e Kändler poi, ed è segnata dalla realizzazione di centinaia di animali in porcellana a grandezza naturale per il cosiddetto Palazzo giapponese di Dresda. Sotto la guida di Kändler, diventato capo modellatore nel 1733, vengono ideati nuovi motivi decorativi, nuove forme per i servizi di vasellame e piccole sculture con figure orientali, tratte dalla commedia dell’arte o dalla vita quotidiana. ...

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Comunicare il savoir-faire

Non è facile stare dietro a Sam Baron, che lavora tra Italia, Francia, Portogallo, ed è sempre in viaggio tra l’Europa e il resto del mondo, dove porta le sue mostre e partecipa ai più noti appuntamenti del mondo del design. Il designer francese, non ancora quarantenne, è noto nel mondo del progetto per il suo stare un po’ borderline tra la fabbrica e la bottega, tanto che negli ultimi dieci anni (la sua attività ha inizio nel 1997 prima ancora di terminare gli studi) ai pezzi realizzati per design brand come Zanotta, Ligne Roset, Casamania, si sono aggiunti progetti speciali fatti in collaborazione con importanti manifatture, come Sèvres e Limoges. A queste attività si sommano quella di responsabile della sezione design di Fabrica, la scuola-centro ricerche del gruppo Benetton  e i progetti personali portati avanti sotto la denominazione di Baron Edition. Sam, oltre che come designer è attivo come art director e i suoi progetti sconfinano in installazioni e numerose mostre (come l’ultima «Belvedere», ospitata a Villa Necchi durante l’ultimo Salone del Mobile di Milano) dai contenuti culturali. Il design e la sua «messa in scena» sono dunque un mezzo valido per promuovere la difesa e il valore del savoir-faire? Il design è un processo, una pratica, che ti permette di unire diverse cose: creatività, tecnica, comunicazione... quindi come art director mi è possibile trasmettere messaggi attraverso una collezione di oggetti focalizzati su particolari soggetti o temi, a seconda del caso. Credo che la possibilità di mettere dei giovani talenti (come accade nei lavori con il team di Fabrica, ndr) a elaborare delle nuove visioni sia una grande opportunità per stabilire una conversazione, quindi un contatto con il pubblico su certi temi come la difesa del patrimonio artigianale.

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De Vecchi 1935

Via Santo Spirito 14 Milano - Milano
Il laboratorio argentiero Atelier De Vecchi è stato fondato nel 1935 da Piero De Vecchi, creatore del celebre candeliere sinuoso in metallo argentato “T8”. Le opere di questo maestro del design contemporaneo, tra i partecipanti del movimento futurista, sono esposte in musei quali il V&A di Londra, il Moma di New York, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Recentemente l’azienda è stata rilevata da Carlo Traglio, proprietario di Vhernier, mantenendo intatto tutto il know-how artigianale. Photo credit: Dario Garofalo

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Laboratorio Paravicini

Via Nerino 8 Milano - Milano
Il Laboratorio Paravicini è specializzato nella decorazione a pennello o con stampa serigrafica di piatti, vasi, piastrelle e manufatti ceramici. All'interno di uno splendido cortile “vecchia Milano” Costanza Paravicini e la figlia Benedetta realizzano anche su commissione i decori più svariati: motivi ornamentali dalle antiche porcellane cinesi, mongolfiere, ritratti di cani, animali selvatici, cifre, stemmi. La bottega nasce negli anni '90 dall'esigenza di produrre pezzi unici introvabili sul mercato; ancora oggi questa ne è la cifra caratteristica. Photo credit: Dario Garofalo

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Guido De Zan

Via Pio IV 3 Milano - Milano
Il laboratorio di ceramiche "Il Coccio" di Guido De Zan, attivo dal 1978, si trova nel cuore di Milano vicino alle Colonne di San Lorenzo. Guido De Zan produce oggetti artistici, vasi, ciotole e piccole sculture utilizzando il grès, la ceramica e la porcellana. Fonte di ispirazione dei suoi lavori è la tradizione giapponese, quella dei paesi del Nord Europa e il design contemporaneo. I lavori di Guido De Zan sono venduti direttamente nel suo laboratorio e in gallerie specializzate, sia in Italia che all'estero; alcuni fanno parte di collezioni pubbliche e private. Photo credit: Guido De Zan  ...

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