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Il mosaicista dei due mondi

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Spilimbergo

Descrizione:

Giovanni Travisanutto nasce e cresce a Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Qui frequenta la Scuola Mosaicisti del Friuli, che lo assume come insegnante al termine del suo percorso formativo e dove ha insegnato per 16 anni.
Nel 1971 l'azienda Crovatto Mosaics lo chiama per dirigere il laboratorio di mosaico a New York, dove rimane per altri 8 anni, realizzando molte opere musive e collaborando con diversi artisti e designer americani.
Nel 1979 apre il suo laboratorio a Spilimbergo continuando però a collaborare con Crovatto Mosaics (diventata nel frattempo Miotto Art Studio), concorrendo all'assegnazione di importanti opere pubbliche negli Stati Uniti. Tra le molte grandi opere nate da questa collaborazione: aereoporti di Phoenix, Orlando, Washington, Atlanta; 40 stazioni della metropolitana di New York e molti altri interventi importanti, pubblici e privati.
La collaborazione con l'azienda Orsoni di Venezia permette all'atelier di eseguire i grandi mosaici bizantini nel monastero di Sant'Irene ad Atene. In Grecia realizza molte opere per cattedrali, basiliche e monasteri. Lavora inoltre nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Nel 2003 il figlio Fabrizio diventa maestro mosaicista ed entra in azienda. I Travisanutto continuano attualmente la loro storica attività con grande impegno, dedicandosi soprattutto a importanti cicli decorativi per ambasciate e luoghi religiosi in tutto il mondo.

Indirizzo

  • Mappa Artigiano

Contatti

  • Via Marchetti, 8, Spilimbergo, PN
  • : +39 0427 40589
  • : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Chiusura: domenica
  • Su appuntamento: No
  • Servizi al pubblico:
  • Abbiamo incontrato il signor Aurelio Mutinelli, Presidente della Selleria Pariani, per farci raccontare la sua storia e quella della sua azienda, storica realtà milanese che diede vita alla prima sella moderna del mondo.

    Quando ha inizio la storia della Selleria Pariani?
    All'inizio del Novecento Adolfo Pariani aveva un negozio di abbigliamento e articoli inglesi a Milano, a due passi dal Duomo. Lavorando con degli ottimi artigiani, decise di iniziare a confezionare selle e accessori per conto proprio, per non doverli importare dall'Inghilterra.
    In quegli anni Federico Caprilli, ufficiale di Cavalleria a Pinerolo, stava mettendo a punto un nuovo sistema per montare a cavallo differente da quello inglese che si usava all'epoca, che permetteva all'animale di effettuare il movimento più naturale possibile. Il signor Pariani si propose di collaborare per costruire un modello di sella che si adattasse al nuovo sistema e il tenente Caprilli accettò.
    Fu così che nacque nel 1905 il modello Pinarolo, dalla cittadina piemontese sede della famosa Scuola di Cavalleria, ed ebbe inizio la storia della Selleria Pariani.

  • Firenze, città delle arti e del saper fare. Firenze città del profumo. Una storia che ha origine nel periodo aureo del Rinascimento e che ancora oggi grazie alla presenza di botteghe e nasi blasonati è ricca di novità riconosciute e apprezzate in tutto il mondo.
    Una dedizione quella di Firenze alla profumeria artistica che in anni recenti ha visto crescere una importante fiera di settore dedicata, ‘Fragranze’, portata avanti con successo di partecipazione e buyer da Pitti Immagine. Nel percorso di oltre cinquecento anni ne è stata fatta di strada. Dalla comparsa del “Nuovo Ricettario Fiorentino" messo a punto dal Collegio dell'Arte dei Medici nel 1498 per fissare le regole a cui tutti gli speziali dovevano attenersi per la composizione dei loro composti,  alla cura delle scienze botaniche che tanto appassionò la famiglia dei Medici.

    Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella deve la sua creazione ai frati domenicani che si stabilirono a Firenze nel XIII secolo. Oggi se ne ammira tutta la storia negli arredi, negli strumenti e nelle decorazioni. Se la sua fama si lega al tipico liquore rosso Alchermes ottenuto dalla cocciniglia essiccata, oppure alla Polvere per imbiancare le carni (tipica degli anni 20 del ‘900) negli imponenti locali di via della Scala si apprezzano gli intensi profumi e i pout-pourri, insieme ad aromi insoliti e pungenti. Un successo dovuto anche al piglio imprenditoriale del patron Eugenio Alphandery che ha fortemente creduto nel valore di una produzione tutta made in Florence. «Le erbe officinali, la lavanda e le rose arrivano dal nostro giardino di Villa La Petraia», spiega, «come le candele dalla cereria interna». In tempi recenti  per celebrare importanti anniversari si sono create profumazioni come l'Acqua di Colonia Cinquanta per festeggiare il 50° anniversario di gemellaggio tra Firenze e Kyoto. Un bouquet floreale dove le note di testa di gardenia, fiori d’arancio e fiori di tiaré, s’intrecciano con legni dolci e the verde nella ricchezza del cashmere. Una nota muschiata ed ambrata introduce il fondo di legni preziosi. Oppure Lana, Acqua di Colonia ad edizione limitata, morbida, calda e dolce nell’aria come la sensazione che si prova ad affondare la mano nella lana. «In occasione della mostra Amore e Psiche nel 2012 a Palazzo Marino a Milano abbiamo realizzato la fragranza per l'ambiente per rievocare l’odore fresco del giardino, quello legnoso del sottobosco e quello freddo del marmo, mentre lo scorso luglio al Palazzo delle Esposizioni di Roma per il progetto “Caravaggio Experience” è andata in scena la fragranza ‘Maledetto’».
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