Nel cuore del quartiere delle ceramiche di Grottaglie, in provincia di Taranto, Bottega Vestita custodisce una tradizione familiare che si tramanda da generazioni, in dialogo costante con la materia e con il territorio. La famiglia Vestita è oggi rappresentata da Cosimo e Antonio, che portano avanti il laboratorio nel solco tracciato dal padre e dal fratello Carmelo, maestro tornista e figura storica della bottega. Il suo gesto preciso, capace di dare forma all’argilla con naturalezza e rigore, resta parte integrante dell’identità del laboratorio: una presenza viva e riconoscibile in ogni dettaglio.
Collezionista e profondo conoscitore della ceramica antica, Cosimo Vestita si è dedicato alla ricerca e al recupero di forme tradizionali del territorio grottagliese, riportandole alla luce e reinterpretandole con misura. Antonio, ingegnere e miniaturista, affianca il lavoro creativo con una visione progettuale e tecnica che permette alla bottega di affrontare anche realizzazioni complesse.
Accanto a loro, Francesca, figlia di Mimmo, segue e supervisiona l’immagine della bottega, portando uno sguardo contemporaneo e una rinnovata sensibilità alla comunicazione. La sua presenza rappresenta la continuità generazionale e l’apertura verso nuove prospettive, sempre in dialogo con la tradizione.
Nel laboratorio in via Santa Sofia prendono vita pezzi unici dai colori intensi e dalle smaltature luminose. Ogni manufatto è frutto di un processo interamente artigianale, dove competenza, memoria e ricerca convivono in equilibrio, restituendo oggetti che conservano la capacità di attraversare il tempo con autenticità.

recensioni
Entrando nel "mondo" dei fratelli Vestita si resta catturati dalla innumerevole quantità di materiali, attrezzature, colori nella cornice unica del ...
Entrando nel "mondo" dei fratelli Vestita si resta catturati dalla innumerevole quantità di materiali, attrezzature, colori nella cornice unica del quartiere della ceramica. E' davvero la bottega che tutti avrebbero voluto visitare. Qui si percepisce da vicino l'antica arte della ceramica grottagliese e a veder da un lato girare un tornio che da una porzione di argilla genera i suoi pumi, dall'altro le microscopiche incisioni e decorazioni su caolino, e poi restare assorto dai racconti di un passato in cui l'argilla veniva raccolta, raffinata ed impastata a mano per finire su un tornio alimentato a gamba ed in cui il pezzo asciugato veniva portato in cottura in antiche fornaci alimentate a legna. Nulla è il frutto di una recita per accontentare il viandante, anche l'umanità qui è autentica. Se vi trovate da queste parti non perdetevi questa incredibile esperienza.