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Totale: 10 risultati.

Stefania Santone

Via Roma, 76 Guardiagrele - Chieti
Stefania Santone è una ceramista abruzzese che da anni vive e lavora a Guardiagrele, nel cuore del Parco Nazionale della Majella. La bellezza del luogo che la circonda è una ricca fonte di ispirazione per il suo lavoro. La sua originalità è il risultato del connubio tra la tradizione abruzzese e la sua creatività, che esprime attraverso opere dai colori vivaci. Nel 2008 organizza la sua prima mostra personale dal titolo “Dalla terra al sogno”. Anche la sua seconda personale “I colori della terra” è stata dedicata al suo territorio ed entrambe hanno avuto un notevole successo di critica e di pubblico. Grazie alle sue doti artistiche, nel 2006 si è aggiudicata il primo premio al concorso biennale a tema della Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese.

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Glass MaDe

via Papa Luciani, 22 Limana - Belluno
Maya e Denis sono due creativi appassionati del vetro, che hanno scelto questo materiale per le loro ricerche legate all'arte e al design. Conosciuti presso la scuola internazionale Vetroricerca Modern&Glass di Bolzano, hanno acquisito insieme ottime competenze tecniche e nuovi punti di vista verso la sperimentazione formale e artistica. Nelle loro opere si fondono due culture e due anime estetiche molto differenti. Maya, infatti, proviene da San Paolo del Brasile, mentre Denis è originario di Belluno. Il loro laboratorio Glass MaDe nasce nel 2013 a Limana, in provincia di Belluno, per dar vita a un nuovo modo di lavorare e concepire il vetro, in un territorio radicato nella tradizione, riuscendo a dare vita e concretezza alle loro idee e a quelle dei loro clienti.

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Il Bronzetto

Via Romana 151 r Firenze - Firenze
Il Bronzetto è una bottega artigiana, situata nel cuore di Firenze, attiva dal 1963 nella lavorazione del bronzo, dell'ottone e del rame. Le splendide creazioni sono realizzate su ordinazione o su disegno dei clienti, impiegando tecniche tradizionali con grande perizia. Oltre alle leghe di rame, i prodotti sono impreziositi dall'uso di marmi pregiati e cristalli e dall'applicazione di finiture quali la doratura, la brunitura e la cromatura. Lampade, accessori per il bagno, tavoli, maniglie e lampadari sono venduti in tutto il mondo e molto richiesti per l'arredo di spazi alberghieri, per la loro qualità e per il design classico. Oltre alla produzione, Il Bronzetto si occupa anche di restauro di oggetti antichi, come candelabri settecenteschi e lampade da tavolo in cristallo.  ...

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Vocaturi

Via Eusebio Bava, 5 Torino - Torino
Armando Vocaturi ha aperto la sua bottega artigiana nel 1965, specializzandosi nella lavorazione artistica del ferro e di altri metalli. Si è sempre distinto per la grande abilità tecnica e per il suo raffinato gusto estetico che lo hanno portato a collaborare con importanti committenze e con il celebre antiquario Pietro Accorsi. Oggi l'attività produttiva è portata avanti dal figlio Enrico e consiste nella creazione di lampadari, lampioni da esterno e interno, tavoli e sedie. Inoltre, vengono effettuati lavori di restauro e di riproduzione di oggetti antichi. Tra le opere più importanti della bottega vi è il progetto d'illuminazione del Teatro di Casale Monferrato, i lampadari della sede della Fondazione CRT di Torino e il grande telescopio eseguito per la Fedra recitata al Teatro Carignano con la regia di Luca Ronconi. ...

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Bottega Gadda

Via Gentilino 6 Milano - Milano
Carlo Gadda fonda la sua bottega nel 1970 con l'intento di unire la sua passione artigianale con il mondo del design, in pieno fermento in quegli anni. Inizia lavorando e sperimentando con metalli e pietre preziose per poi focalizzarsi su complementi d’arredo a tema naturalistico in ottone, rame, peltro e bronzo. L’attività prosegue grazie al figlio Silvio Gadda e successivamente con Claudio Giannuzzi, da anni fidato apprendista. Nel corso del tempo Bottega Gadda esplora nuove tecniche di produzione di lampade con continue innovazioni nella creatività illuminotecnica e le sue opere registrano comparse perfino nei set hollywoodiani. Si susseguono negli anni prestigiose collaborazioni con architetti e designer di livello internazionale e la filosofia artistica si unisce alle esigenze e ai desideri più attuali. Ad oggi, inoltre, realizza prodotti di illuminazione su commessa per locali, strutture turistiche, istituzioni pubbliche e private. Photo credit: Dario Garofalo

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D'Aloise

Corso Vittorio Emanuele, 172/174 Agnone - Isernia
Le origini dell'azienda artigiana D'Aloise risalgono a fine Ottocento, quando venne avviata una piccola produzione di bilance. Oggi la bottega si dedica prevalentemente alla creazione di manufatti in rame, ottone e ferro battuto come lampade e lampadari, accessori per il camino e complementi d'arredo. A questo si affianca la vendita di oggetti d'antiquariato e modernariato di particolare interesse. I prodotti sono realizzati interamente a mano secondo tecniche tradizionali ed è disponibile anche il servizio di progettazione su misura. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it  ...

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Seguso Vetri d'Arte

Campiello San Maffio 1, Murano Venezia - Venezia
La famiglia Seguso di Murano tramanda con passione la sua tradizione artigiana da ben 23 generazioni, dal 1397. I loro vetri soffiati, autentiche opere d'arte, sono famosi in tutto il mondo e da secoli abbelliscono prestigiosi alberghi, teatri, il Vaticano, palazzi reali, case di nobili e di appassionati. Oggi questo brand continua a distinguersi grazie alla sua preziosa collezione di oggetti d'arredamento, progetti d'illuminazione e commissioni per clienti prestigiosi, come i grandi marchi del lusso nel settore alberghiero e della moda. Questi capolavori fanno inoltre parte delle collezioni di 75 importanti musei, tra cui il Victoria & Albert di Londra e il MoMA di New York. Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it

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NasonMoretti

Calle Dietro Gli Orti, 12 - Murano Venezia - Venezia
Le radici storiche della NasonMoretti risalgono al 1923, quando con grande inventiva la vetreria muranese si affaccia sul mondo della produzione artigianale di complementi da tavola di qualità. A metà del Novecento il suo prestigio si diffonde a livello internazionale, tanto da farle meritare nel 1955 l'ambito Premio Compasso d'Oro con le coppette “Lidia”. I prodotti in gara sono un’idea di Umberto Nason, che con un’intuizione formidabile decide di applicare la tecnica del vetro incamiciato invertito (interno colorato ed esterno bianco latte) su forme dal design lineare. La ricerca sul colore è una caratteristica peculiare dell’azienda fin dalla sua fondazione: la sua produzione vanta ben 22 tonalità di verde e 8 di blu. Gli anni '60 vedono, con la seconda generazione della famiglia, il massimo sviluppo dell’azienda, che mantiene la caratteristica vocazione alla sperimentazione; dagli anni '90, con la terza generazione, l’attività si concentra su nuove collezioni molto orientate al design. I prodotti NasonMoretti sono presenti al MOMA di New York, al Corning Museum of Glass di Corning (NY) e al Kunstmuseum di Dusseldorf. Importanti le collaborazioni con brand, designer e nomi del mondo della moda, della gioielleria e del lusso, da Valentino ad Armani, da Bottega Veneta a Hermés a Tiffany.

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Anche l’artigiano deve parlare con le mani

Una volta avvenne che Annibale Carracci, mentre il fratello Agostino era impegnato in una dotta dissertazione sul Laocoonte e sulle virtù mirabili dell’arte degli antichi, si mise a disegnare su un muro il famoso gruppo scultoreo. Interrogato sul perché di questo suo gesto egli rispose: «Noi altri dipintori habbiamo da parlare con le mani». L’aneddoto è celebre e quanto mai pertinente per ragionare, oggi, su quanto l’artifex bonus, l’artefice che sa attraverso il proprio stesso fare, sia figura radicatissima nella nostra tradizione artistica, e a un tempo quanto possa essere nuovamente attuale. Parlare con le mani è quanto fanno non solo i «dipintori», ma tutti coloro che le tecniche delle arti rendono partecipi, in gradazione d’importanza e responsabilità, ma in pari necessità, del processo fervido e a tratti sapienziale del fare. Era così nella bottega rinascimentale nella quale, contrariamente all’opinione corrente, non si producevano solo capolavori, ma in unico processo le opere di gran committenza e quelle che oggi chiameremmo arti applicate: presso Bernardo di Stefano Rosselli, tra fine ’400 e inizio ’500, per esempio, a fianco di pale d’altare e tavole dipinte sappiamo che si fabbricavano anche pitture su carta e pergamena, ceri ornati, gessi colorati, stemmi, decorazioni per travi, cornici, letti, mobili, gabbie per pappagalli, tessuti dipinti, insegne di botteghe e alberghi, specchi, targhe, panieri. Giovanni Paolo Lomazzo, pittore e teorico, nel tardo ’500 parla degli artefici, di «alcuni moderni eccellenti nelle arti loro» che sono, oltre a pittori, scultori, architetti, «matematici, intagliatori di stampa e di arte così in legno come in rame e ferro, orefici, cuniatori di medaglie, tornitori d’ovati, statuari, machinatori, ricamatori e ricamatrici, plastificatori, miniatori, maestri di lima, inventori del dar il lustro al ferro, intagliatori di basso rilievo nel ferro, periti nell’arte della gemina, intagliatori ne’ camei e nel cristallo, orologieri, scalpellini, inventori di organi idraulici, prospettivi, amolatori di piastre, gittatori, stuccatori e arazzieri». Erano questi uomini d’arte, tutti coloro che condividevano un sapere, un saper fare, un gusto. Quando i lavori condotti «industriosamente dalla dotta mano», così il Vasari, dei grandi artisti saranno valutati diversamente dalle prove degli altri uomini d’arte, accadrà non solo che, come lamenta nel ’700 Jean-Baptiste abbé du Bos, «il desiderio di essere reputato un genio universale degrada molti artigiani», ma anche che si perda di vista il fatto naturale che il carisma dell’artista sia solo un’eccellenza intellettuale rispetto alla solida, conosciuta, condivisa, sapienza comune; che l’ingenium non possa non rilevare laddove non sia ars. L’Italia è il luogo per eccellenza in cui non solo ciò è stato, ma ancora è, in ragione della continuità senza soluzioni e della solidità dell’area creativa e fabrile circostante l’arte «pura» che, secondo le parole dello storico dell’economia Enrico Stumpo, «ha permesso probabilmente di integrare l’economia manifatturiera di centri famosi come Firenze, Venezia, Genova, Roma o Milano, con una produzione diversificata di oggetti non solo artistici ma sicuramente di lusso, armi, gioielli, argenterie, libri, strumenti musicali, addobbi, mobili, ceramiche e maioliche, quadri, statue, stucchi, monete, medaglie, stampe, incisioni, specchi, lampadari». È un ambito che dal ’400 si inoltra pienamente nel ’900 e giunge ai giorni nostri, a una «economia dello sfarzo» e a un lusso dell’intelligenza che chiamiamo design e alta moda, e in generale made in Italy; un sapere che, attraverso fortune, non promette d’essere tanto modernamente antico, quanto anticamente moderno. Nel ’700 Mary Wortley Montagu scriveva: «Più percorro l’Italia e più mi convinco che gli Italiani sono dotati in tutto e per tutto – mi si passi l’espressione – di uno stile che li distingue in maniera quasi determinante dagli altri popoli europei. Non saprei dire da dove abbiano saputo trarlo, se dal genio naturale o dall’imitazione degli antichi, o per semplice ereditarietà. Che esso esista è fuori di dubbio».  ...

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Ambrogio Carati

Via Cesare da Sesto 1 Milano - Milano
La bottega di Ambrogio Carati si occupa da quattro generazioni della realizzazione di complementi d’arredo in ottone e bronzo. In questa realtà fondata nel 1894 dal nonno di Ambrogio, lavorano oggi anche i figli di quest'ultimo, Ernesto e Francesco. Con passione e professionalità nel laboratorio si eseguono rifiniture a lucido, dorature, cromature, restauro e realizzazione di oggetti su misura. Photo credit: Dario Garofalo

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