Framondi

Dalla passione e dal talento di Francesca Mondini, restauratrice ed ebanista dal 1994, nascono opere uniche ed eleganti. I suoi intarsi, dal disegno originale e contemporaneo, sono di grande impatto visivo.
Tutte le fasi di lavorazione sono eseguite a mano, dando vita a mobili e complementi d’arredo, varie tipologie di scatole e quadri contemporanei, adatti a decorare ogni ambiente.
Le essenze lignee impiegate sono accuratamente selezionate e provengono da foreste protette di tutto il mondo. La stessa cura per l’ambiente si riflette anche nell’utilizzo di vernici naturali atossiche e legni di recupero.
Oltre alla produzione di pezzi unici e in edizione limitata, lo studio Framondi esegue personalizzazioni di mobili e accessori e tiene corsi per la costruzione di mandala con fogli di legno.

Nicola Tessari

Dopo una laurea in ingegneria elettronica e 15 anni nel settore industriale, Nicola Tessari ha deciso di seguire la sua vera passione: la lavorazione artigianale del legno massello.
Nicola progetta e realizza interamente ogni pezzo, collaborando talvolta con architetti e designer. Nel suo laboratorio di Schio, tra le valli vicentine, impiega utensili e tecniche della falegnameria tradizionale, rifinendo le forme manualmente per farsi guidare dalla sua sensibilità creativa.
L’idea che lo ispira è quella di costruire oggetti dotati di un’anima, lontani dalle logiche del mercato globale, pensati con amore e creati con dedizione per durare e distinguersi. Sulle loro superfici è possibile scorgere il segno imperfetto lasciato dalla mano umana, rimasto non velato per raccontare la genesi e il senso autentico di ciascun prodotto.

CO-MO-CO

CO-MO-CO è acronimo di Colombo-Moscatelli-Consonni, un collettivo di tre piccole falegnamerie nel distretto di Cantù con una decennale esperienza nel settore arredo. Si tratta di una realtà d’eccellenza nel panorama dell’artigianato contemporaneo, in grado di coniugare innovazione e tradizione.
Nei loro laboratori combinano tecniche artigianali tradizionali con tecnologie all’avanguardia e realizzano progetti per abitazioni private o su commissione di terzi, collaborando con esperti ingegneri, architetti e designer. Offrono un servizio completo e seguono direttamente ogni fase del progetto: dal sopralluogo alla verifica accurata delle misure, dalla scelta dei materiali alla produzione dei componenti, fino all’installazione.
Gli artigiani del collettivo CO-MO-CO fanno parte del più ampio network di CantùMade, con cui realizzano opere e allestimenti innovativi, organizzano eventi e seminari.

Fratelli Antonini

Antonio e Luigi Antonini fondarono la ditta Fratelli Antonini nel 1929 a Maniago, in provincia di Pordenone. Qui ha origine l’antichissima tradizione della lavorazione di lame e coltelli, che questi abili fratelli artigiani hanno deciso di seguire.

Oggi nell’azienda si producono principalmente coltelli professionali da cucina, vari utensili per l’apicoltura e una nuova linea di articoli da regalo. Le lame e i manici, a eccezione di quelli in plastica, vengono accuratamente lavorati a mano uno a uno con metodi tradizionali.

I prodotti sono apprezzati sia in Italia che all’estero per la loro bellezza formale e la loro perfezione tecnica.

 

Andrea Restelli

Andrea Restelli, dopo il diploma presso la Civica Scuola di Liuteria del Comune di Milano nel 1985, si specializza nella costruzione di clavicembali, fortepiani e clavicordi, seguendo i corsi di restauro e costruzione di fortepiani tenuti dal Maestro Christopher Clarke all’Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze.
In ormai trent’anni anni di attività in proprio ha costruito circa ottanta strumenti a tastiera, tra cui un organo positivo, dieci fortepiani copie da Graf, Fritz, Silbermann e Dulcken, una sessantina di cembali a due tastiere copie da vari modelli francesi (Goujon, Taskin, Donzelague, Tibaut, Stehlin), tedeschi (Mietke, Zell, Oesterlein, Specken, Vater) e fiamminghi (Dulcken, Delin, Ruckers), vari strumenti a una tastiera copia di modelli italiani e cinque clavicordi.
Ha inoltre restaurato alcuni fortepiani, il più importante un Johann Fritz datato 1814 restaurato nel 1993-96, di cui ha costruito due copie nel 2009 e 2012. Ha costruito il suo primo fortepiano nel 1996, una copia da Gottfried Silbermann 1749, per Lorenzo Ghielmi; un secondo nel 1999 per Katia Labeque ed altri due nel 2014.
Molti suoi strumenti sono di proprietà di musicisti importanti in Europa e Giappone e vengono usati frequentemente per incisioni discografiche e concerti. Alcuni sono esposti presso istituzioni pubbliche, tra cui l’Università Cattolica di Milano e i Conservatori di Genova e Como.

Calace

Raffaele Calace è nato nel 1948 a Napoli, ed è bisnipote di quel Nicola Calace che fu il primo della leggendaria dinastia di liutai che dal 1825 ha prodotto i più famosi e apprezzati mandolini. Il nonno, omonimo, è il Raffaele Calace che compose più di 180 opere per strumenti a plettro: universalmente definito “Il Paganini del mandolino”, lo perfezionò rendendolo lo strumento che conosciamo oggi.
Nella loro storia i Calace hanno ottenuto numerosissimi riconoscimenti, tra i quali 69 diplomi e 20 medaglie d’oro. Raffaele Calace non ha interrotto la tradizione di assoluta eccellenza. A 14 anni inizia ad affiancare il padre in bottega, e con pazienza apprende l’arte, i segreti e le tradizioni di famiglia.
Ormai da molti anni i suoi strumenti sono unanimemente riconosciuti come punto di riferimento per i migliori concertisti. Fornisce tutte le orchestre italiane ed europee e buona parte della produzione viene esportata in Giappone ed in Corea del Sud.
Negli ultimi 34 anni di attività, Raffaele Calace ha ricevuto più di 20 onorificenze: dalla città di Napoli al Presidente della Repubblica, dalla SIAE alla Chiesa Luterana.
Il nome Calace è ormai famoso in tutto il mondo come sinonimo di mandolini d’eccellenza.

Domenico Tramontin & figli

Simbolo della città di Venezia, la gondola è un prezioso manufatto che prende vita solo in pochissimi squeri: quello dei Tramontin è stato fondato dal capostipite Domenico nel 1884, tramandato da Roberto fino al 2018, anno della sua scomparsa, e portato avanti oggi dalle sue figlie, Elena ed Elisabetta.
Fornitore della Real Casa, della Prefettura, del Comune di Venezia, il Maestro Roberto Tramontin ha profondamente innovato il modo di costruire lo scafo delle gondole: a poppa venne allargato il fondo per sostenere e compensare il notevole peso dei gondolieri dell’epoca e l’opera morta venne innalzata donando alla barca una linea più elegante. Innovazioni di design che furono accolte anche dai costruttori concorrenti, e per le quali il Maestro fu spesso paragonato a Enzo Ferrari.
Alle sue figlie ha affidato i segreti del mestiere: l’unità di misura del “piede veneto”, in uso fin dal 1400 perché più adatto alle dimensioni e alle proporzioni di una gondola, la selezione delle essenze migliori a seconda della funzione, la padronanza delle varie tecniche di lavorazione e gli strumenti dell’antica arte: ascia, pialla, sega e martello. Le curvature delle tavole sono ottenute esclusivamente bagnando e scaldando il legno con il fuoco; la linea poppiera di ogni barca è progettata tenendo conto del peso del gondoliere che ne diventerà il proprietario.
Alla costruzione a regola d’arte, lo squero Tramontin affianca il restauro di gondole di particolare rilevanza storica, come quella appartenuta al poeta Robert Browning (considerata la più antica al mondo, tuttora esistente).

Federico Gabrielli

Dal 1983 il maestro liutaio Federico Gabrielli lavora a Milano come costruttore e restauratore di strumenti musicali a pizzico, in particolare mandolini. Costruisce strumenti moderni e copie filologiche di strumenti antichi, mandolini e chitarre, sia del periodo barocco che del XIX secolo, che si basano sullo studio degli originali conservati in collezioni pubbliche e private. Inoltre, realizza prodotti particolari su specifica richiesta ed esegue restauri per committenti pubblici e privati.
Nel 1997 conosce Fabrizio De André, il quale gli commissiona una copia di mandolino genovese del periodo barocco e che suonerà nel tour iniziato il medesimo anno. Da allora ha lavorato per molti noti artisti, quali Angelo Branduardi, Avion Travel, Teresa De Sio, Roberto Vecchioni e Ian Anderson. Spesso è invitato in varie manifestazioni riguardanti il mandolino. Ha svolto attività di docenza presso la Scuola di Artigianato Artistico di Pieve di Cento e dal 2000 al 2016 presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano.
I suoi strumenti vengono suonati da molti noti professionisti, quali Duilio Galfetti e Wolfgang Paul de “Il Giardino Armonico”, Dorina Frati e Marco Capucci del ”Ensemble Baschenis”, Luca Pianca, Victor Moser de “La Volta” e Mauro Squillante. Inoltre, in molte incisioni discografiche di musica da camera sono state adoperate sue copie di strumenti barocchi per le più note etichette: Teldec, Ducale, Tactus, Arts, Opus111, Claves Records, Doberman-Yppan, Stradivarius.

Guglielmo Pramotton

Guglielmo Pramotton è uno dei maggiori rappresentanti dell’artigianato tradizionale della Val d’Aosta. La sua bottega è un luogo magico, in cui le sue sculture di legno prendono vita, animate da un’espressività capace di suscitare emozioni e di raccontare storie della tradizione locale. Vengono raffigurati a tutto tondo monaci, vignaioli al lavoro, pecore e pastori: scene di vita quotidiana ma di un tempo passato, immerse nell’ambiente mistico della montagna. Attraverso la lavorazione Guglielmo è in grado di estrapolare dal legno il massimo potenziale comunicativo, valorizzando ogni venatura e sfumatura di colore.

 

Giacomo Moor

Giovane progettista, designer, falegname milanese, Giacomo Moor realizza mobili e complementi d’arredo su misura per privati e per aziende che desiderano un mobile custom con un valore progettuale aggiunto. Nel suo laboratorio si segue tutta la filiera di creazione del prodotto: dalla fase di progettazione e disegno che si svolge nel soppalco, fino alla realizzazione vera e propria nella falegnameria al piano terra. Libreriecucine, letti e oggettistica in legno trovano la loro peculiarità nella raffinata tecnica a incastro, tipica dell’ebanisteria del passato. Oltre alle più svariate essenze di legno, Giacomo Moor utilizza materiali di recupero che trasforma in nuovi oggetti d’uso. La sua passione per la lavorazione del legno è maturata durante gli anni universitari grazie all’assidua frequentazione di una bottega artigiana insieme alla passione per il design approfondita nelle aule del Politecnico. È nata così in Giacomo l’idea di disegnare, ma soprattutto di realizzare in prima persona pezzi unici e piccole serie nei quali la componente manuale potesse diventare il valore aggiunto del progetto.