Romeo Ferraris

La carriera di Romeo Angelo Ferraris comincia nel 1959, con l’allestimento della Lancia da corsa di Giancarlo Baghetti: da allora sono stati 69 i titoli conquistati e più di mille le vittorie che arricchiscono il suo palmares.
La sua azienda apre nel 1965 a Opera, in provincia di Milano. Si tratta di una struttura altamente innovativa, con showroom annesso, provvista di strumentazioni tecniche di alto livello e di uno staff con una preparazione specifica che ha pochi uguali in Europa. A questo si unisce l’esperienza decennale, la professionalità e il gusto necessari per progettare e realizzare una vasta gamma di prodotti che include elementi aerodinamici su misura, verniciature speciali, interni esclusivi e soluzioni finalizzate all’aumento di prestazioni di autovetture di serie di qualsiasi marca e modello. Oltre alla produzione, si svolge in questa officina anche il restauro di vetture storiche di qualsiasi marca, modello e generazione.
Il talento, la creatività e la passione di Romeo Ferraris si esprimono non solo nella meccanica motoristica, ma anche nell’arte dell’orologeria d’autore, sua grande passione. Il cronografo “Romeo Ferraris – Milano” è un prodotto unico in cui ogni dettaglio è rigorosamente artigianale.

 

Annamode Costumes

Una sartoria cineteatrale che incarna perfettamente la complessa relazione tra moda e costume. Intorno alla metà del Novecento le sorelle Allegri, Anna e Teresa, aprono l’atelier Annamode Costumes e in poco tempo conquistano le signore romane e i costumisti del cinema italiano con le loro creazioni sartoriali, frutto di un progetto portato avanti con passione e con cura artigianale. Nell’atelier si realizzano infatti costumi per il mondo dell’alta moda, dello spettacolo, del cinema e del teatro, capaci di anticipare le tendenze e i gusti del momento.
I loro abiti hanno contribuito al successo di grandi pellicole hollywoodiane e sono stati indossati e amati dalle più grandi attrici al mondo, tra cui Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Maria Grazia Cucinotta e Scarlett Johansson.

 

Luciano Petris

Luciano Petris è un abile mosaicista friulano che, dopo il diploma presso la storica Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, ha aperto il proprio laboratorio a Codroipo nel 1980. La sua produzione è estremamente varia, si occupa infatti di progettazione e realizzazione di mosaici artistici, complementi d’arredo e rivestimenti di ampie superfici. Si ispira soprattutto a opere moderne e contemporanee utilizzando smalti veneziani e marmi, ma anche materiali insoliti. Il Maestro ha creato opere che sono oggi esposte in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Può vantare collaborazioni con artisti di fama internazionale come Christian Ludwing Attersee e Joze Ciuha.

Photo credit: Dario Garofalo – www.italia-sumisura.it

 

Ombrellificio Torinese

Da ben 125 anni l’Ombrellificio Torinese di Via Sesia a Torino realizza ombrelli artigianali, interamente fatti a mano con materiali di prima scelta e fantasie uniche. Sono prodotti perfetti per chi ama gli accessori dallo stile personale e curati nei minimi dettagli, da portare durante cerimonie ma anche nella vita di tutti i giorni oppure da acquistare come regalo di pregio. Oggi l’attività è portata avanti da Carlo Suino e la qualità di questi manufatti è certificata dal prestigioso marchio Piemonte Eccellenza Artigiana. Oltre agli articoli su misura è possibile scegliere da un’ampia collezione di modelli e usufruire del servizio di assistenza e riparazione.

 

Pietro Cavalazzi

Uno dei pochi maestri archettai ancora attivi nella città di Milano, dal 1983 Pietro Cavalazzi costruisce nella sua suggestiva bottega archi per ogni tipo di strumento e di ogni epoca, adoperando sempre materiali di prima scelta. Ogni arco è una creazione unica che coniuga senso estetico e massima funzionalità, soddisfacendo le esigenze di studenti, maestri e noti musicisti. La sua firma è accompagnata dall’inconfondibile simbolo del Duomo di Milano sul nasetto. Al lavoro in bottega alterna oggi l’insegnamento presso la prestigiosa Civica Scuola di Liuteria di Milano.

Photo credit: Dario Garofalo

Giacomo Moor

Giovane progettista, designer, falegname milanese, Giacomo Moor realizza mobili e complementi d’arredo su misura per privati e per aziende che desiderano un mobile custom con un valore progettuale aggiunto. Nel suo laboratorio si segue tutta la filiera di creazione del prodotto: dalla fase di progettazione e disegno che si svolge nel soppalco, fino alla realizzazione vera e propria nella falegnameria al piano terra. Libreriecucine, letti e oggettistica in legno trovano la loro peculiarità nella raffinata tecnica a incastro, tipica dell’ebanisteria del passato. Oltre alle più svariate essenze di legno, Giacomo Moor utilizza materiali di recupero che trasforma in nuovi oggetti d’uso. La sua passione per la lavorazione del legno è maturata durante gli anni universitari grazie all’assidua frequentazione di una bottega artigiana insieme alla passione per il design approfondita nelle aule del Politecnico. È nata così in Giacomo l’idea di disegnare, ma soprattutto di realizzare in prima persona pezzi unici e piccole serie nei quali la componente manuale potesse diventare il valore aggiunto del progetto.

Pino Grasso

L’atelier Pino Grasso Ricami è una delle eccellenze milanesi del ricamo, con un archivio di oltre 10.000 campioni e cinquant’anni di attività ed esperienza. Il laboratorio è stato fondato da Pino Grasso, straordinario maestro che si è perfezionato nei più importanti atelier francesi, e che dal 1958 ha creato ricami a mano per le più prestigiose case di moda italiane: Valentino, Lancetti, Raffaella Curiel, Gianfranco Ferrè, Gianni Versace, Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Prada, Gucci e tanti altri. In questo laboratorio, oggi gestito dalla figlia Raffaella e da un team di disegnatrici e ricamatrici esperte, tutto è fatto a mano: il disegno, la campionatura, la scelta dei materiali, lo spolvero sul tessuto e ovviamente il ricamo. Lo spirito di ricerca e sperimentazione, l’occhio sempre proiettato al futuro e la mano ferma nel ricercare una perfezione assoluta fanno di questo laboratorio uno dei più importanti della moda italiana. L’atelier inoltre è un approdo sicuro per gli stilisti che vogliano realizzare dei ricami preziosi per i propri abiti ma anche ricercare soluzioni innovative, materiali inaspettati e inventare nuove possibilità.

E. Rancati

E. Rancati è attiva dal 1864 nell’ideazione e realizzazione di attrezzature sceniche per cinema, teatro, televisione. Nei loro laboratori esperti artigiani creano, trasformano e adattano armi e armature, mobili, complementi d’arredo, gioielli e accessori, che trovano spazio nei loro magazzini di oltre 5000 metri quadrati. I loro oggetti, disponibili sia a noleggio che in vendita, sono stati impiegati in importanti produzioni teatrali e cinematografiche in tutto in mondo.

 

 

Giordano Viganò

Nella sua bottega di Novedrate, in quella Brianza che è ormai diventata in tutto il mondo sinonimo di eccellenza nel mobile, Giordano Viganò è in grado di realizzare prototipi perfetti disegnati da grandi architetti e designer: le cassettiere disegnate da Kuramata per Cappellini, tuttora in produzione, sono solo un esempio della versatilità di questo maestro, che mette la sua arte e il suo mestiere a disposizione di nomi quali Sawaya e Moroni, Giorgetti, Studio Vitruvio, Porro, Promemoria e architetti quali Carlo Rampazzi, Peter Marino. Una visita al suo laboratorio tra il profumo del legno e i gesti antichi dei falegnami, rivela una visione non solo tecnicamente all’avanguardia, ma anche stilisticamente aperta a confrontarsi con il design più contemporaneo. Senza mai dimenticare le radici di una bellezza legata alla preziosità del materiale. I piccoli, preziosissimi oggetti che Viganò crea hanno la poesia del capo d’opera: scacchiere trasportabili in ebano e galuchat, pochette in legno e pelli preziose, set da scrivania di raffinata eleganza in legno e cuoio, rifiniti in osso. Ma l’ammirazione nasce anche dai grandi tavoli in legno di palma, o dalle creazioni speciali in cui la sua maestria dà prova di riuscire a varcare nuove frontiere: perché è dalla ricerca e dal confronto con architetti e designer che Viganò, vero interprete, trae suggestioni sempre nuove.